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Postato il 05 Luglio, 2021
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Le mura in cui sono costretti a vivere i protagonisti de L’attacco dei giganti sono il simbolo della storia. Rimandano subito ai temi portanti, la libertà e il potere necessario per ottenerla. Il manga di Hajime Isayama si discosta subito dal canone del fumetto per ragazzi, dando spazio a temi complessi e a un’atmosfera cruenta. I personaggi principali, Eren, Armin e Mikasa, si trovano presto coinvolti nella lotta per la vita tra esseri umani e giganti, creature che vivono all’esterno delle mura e impediscono alle persone di uscire. Questo conflitto diventa presto una metafora sull’insensatezza del male e le conseguenze della guerra.

L’attacco dei giganti: molto più di un manga per ragazzi

L’umanità ha rischiato l’estinzione a causa dei giganti e ora vive all’interno di tre enormi cinte murarie. Quando la minaccia torna a colpire dopo cento anni, Eren decide di unirsi al Corpo di Ricerca e di uccidere i giganti per vendicare sua madre. Questa unità militare è l’unica incurante del pericolo al punto da lasciare la città per affrontare i giganti e raccogliere informazioni su di loro.

Pubblicato per la prima volta nel 2009, il manga L’attacco dei giganti è stato un fenomeno mondiale. Ha presto raggiunto la vetta delle classifiche di vendita e, anche grazie all’adattamento animato, iniziato nel 2013, ha raggiunto un pubblico sempre più vasto. In teoria, L’attacco dei giganti si rivolge a un pubblico adolescenziale, come nel caso di classici quali Dragon Ball, Naruto o One Piece. I protagonisti sono ragazzi e ragazze che affrontano le loro paure e cercano il loro posto nel mondo. Ma chi legge scopre presto una storia innervata da un senso di terrore, dalle sfumature morali ambigue, immersa in un contesto politico-militare dove la violenza è onnipresente.

Siamo destinati a soffrire?

La storia pone domande essenziali e drammatiche. Perché l’umanità deve vivere sotto la terribile minaccia dei giganti? Qual è il significato di questa assurda sofferenza? A parte il pericolo che rappresentano, i giganti simboleggiano un male inspiegabile, che colpisce tutti ciecamente. La costante presenza della morte e la crudezza delle scene in cui i giganti divorano gli esseri umani si ritrovano in pochi altri manga, come per esempio Gantz di Hiroya Oku.

Attack on Titan manga
Image courtesy of Attack on Titan © Hajime Isayama/Kodansha Ltd.

Ma c’è anche un mistero che anima la trama. Cosa sono e perché esistono i giganti? L’obiettivo di Eren e i suoi compagni è trovare una risposta, destinata a ribaltare la loro prospettiva sul mondo.

Le scivolate dei giganti

La trama tiene sempre alta l’attenzione grazie a colpi di scena e svolte avvincenti. Tuttavia, la struttura narrativa de L’attacco dei giganti è a volte farraginosa. La scorrevolezza della narrazione è talvolta appesantita dalla frequenza dei flashback. L’autore fa molto affidamento su di essi per portare avanti la trama o per dare spessore ai suoi personaggi. Inizialmente, gli stessi protagonisti sembrano stereotipati. Ma grazie agli sviluppi della storia, che li spingono continuamente oltre i loro limiti, emergono poi personalità complesse e convincenti.

Il difetto più noto del manga L’attacco dei giganti, però, è lo stile di disegno dell’autore. Il tratto risulta elementare e a volte è difficile distinguere un personaggio dall’altro. L’autore si è spesso scusato pubblicamente per la qualità delle immagini, ma in realtà è riuscito a migliorarle di anno in anno. Pur scusandosi più volte pubblicamente per la qualità delle immagini, Isayama è riuscito a migliorare di anno in anno i propri disegni. In particolare, la regia delle scene di combattimento si fa sempre più incisiva grazie al dinamismo e alle inquadrature delle illustrazioni.

L’attacco dei giganti e il costo della libertà

I numerosi collegamenti e riferimenti alla storia del XX secolo, soprattutto alle due guerre mondiali, conferiscono un’atmosfera realistica all’intera vicenda. I cenni storici all’antisemitismo e al razzismo contribuiscono a rafforzare il cinismo delle sottotrame politiche. Tuttavia, anche se tutto questo rimanda alle crude lotte per il potere de Il Trono di Spade, L’attacco dei giganti non perde mai il suo tocco idealista.

Tra i punti di maggior forza dell’opera, ci sono i con dilemmi morali che tutti i protagonisti devono affrontare. L’autore delinea uno scenario in cui ogni lotta, ogni guerra, anche quelle che sembrano le più giuste, richiedono un prezzo. Non c’è vittoria senza sofferenza e perdite. Tutti i personaggi dovranno comprendere il prezzo del potere necessario per ottenere la libertà che cercano. E che, a volte, la libertà resta irraggiungibile.

Attack on Titan manga
Image courtesy of Attack on Titan © Hajime Isayama/Kodansha Ltd.

L’attacco dei giganti ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui il Kodansha Manga Award nel 2011 come Miglior Shonen Manga. È diventato un vero e proprio brand, allargandosi in tante direzioni grazie a spin-off (ad esempio L’attacco dei giganti Before the fall, manga e light novel e Birth of Rivaille, dedicato a una delle figure più popolari del manga, il capitano Levi), anime e videogiochi (L’attacco dei giganti – Wings of Freedom).

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