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Postato il 22 Giugno, 2022

Game designer

Studio

Art Director

Ian Dallas, Hokyo Lim
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Lead Composer

Joel Corelitz

Publishing Year

Type of game

Genre

Subgenre

Country

USA

La madre di Monroe era sempre stata più brava a iniziare le cose che a finirle. Alla sua morte restarono oltre 300 tele, tutte lasciate a metà… e un figlio che si sentiva altrettanto incompiuto. L’orfanotrofio gli permise di tenerne soltanto una, e lui scelse la tela del cigno incompiuto che era sempre stata la preferita di sua madre.

Schizzi di pittura

The Unfinished Swan, sviluppato da Giant Sparrow (What Remains of Edith Finch) e pubblicato da Annapurna Interactive (Ashen, Outer Wilds, Journey) e Sony Interactive Entertainment, è un indie-game puzzle e platform in prima persona uscito nell’ottobre del 2012.

Il giocatore impersona Monroe, un bambino impegnato nella ricerca di un cigno fuggito dal dipinto ancora incompleto della madre. L’intera avventura si svolge in un grande regno abbandonato, che Monroe esplorerà armato di un pennello, seguendo le tracce del cigno. Solo la pittura che il protagonista può lanciare potrà rendere visibile il mondo di gioco; Monroe è infatti circondato da un mondo bianco, senza alcuna sfumatura.

Ma una notte vide che il cigno era sparito. Monroe prese il pennello d’argento di sua madre e seguì le impronte attraverso una piccola porta che non aveva mai notato…

The Unfinished Swan si presenta come un libro di favole diviso in capitoli; in questo caso, però, le pagine del libro sono completamente bianche.

Il regno immacolato

Il Re era giovane, arrogante ma dal talento eccezionale. Era convinto che nessun colore fosse degno del suo giardino, perciò lo lasciò bianco.

Una schermata completamente bianca è ciò che accoglie il giocatore all’inizio della sua avventura. Non si deve però attendere nessun caricamento: basterà infatti un semplice click del mouse per lanciare una sfera di colore nero e vederla infrangersi sul pavimento. Ciò suggerisce che un mondo di gioco effettivamente esiste, e che il giocatore può esplorarlo; è solamente invisibile ai suoi occhi, ma il piccolo Monroe è armato di pennello, e può renderlo visibile.

Images courtesy of Giant Sparrow, Sony Interactive Entertainment, Annapurna Interactive

The Unfinished Swan è graficamente semplice, ma è proprio l’aspetto visivo a dare carattere al gioco. Anche il lato sonoro è curato, con musiche calzanti e un sound design immersivo utile per suggerire a Monroe dove si trova e per definire lo spazio intorno a sé.

Le meccaniche di gameplay sono tanto semplici quanto originali. Passo dopo passo, lancio dopo lancio, grazie a Monroe tutto prende forma e tridimensionalità.

Un bambino in un mondo che cambia

The Unfinished Swan immerge e incuriosisce il giocatore su più livelli: non si parla solo di esplorazione ma di scoperta del mondo di gioco. Questo singolare tipo di gameplay offre quindi un’esperienza diversa a ogni giocatore, che vedrà solamente le parti di ambiente che verranno macchiate dai suoi schizzi di pittura.

Procedendo con l’avventura, il giocatore potrà muoversi in spazi più ampi, con più libertà di esplorazione. Il regno non sarà completamente bianco per tutto il viaggio di Monroe, anzi: il mondo di gioco cambia ed evolve continuamente, diventando di fatto il vero protagonista. L’ambientazione spinge Monroe a imparare nuove dinamiche, a guardarsi intorno e ad ammirare nuovi pittoreschi paesaggi.

The Unfinished Swan riesce a risvegliare il bambino interiore del giocatore, che si sorprenderà assistendo a nuovi semplicissimi elementi come la comparsa di ombre, contorni e colori.

Qualità, più che quantità

I rampicanti, al contrario delle piante perfettamente cesellate del labirinto, sfuggirono al controllo del Re. Questi ordinò ai suoi sudditi di estirpare tutti i rampicanti della città, ma la gente non ne poteva più dei continui decreti reali. Perciò iniziarono a innaffiare i rampicanti a sua insaputa.

Come spesso capita nei giochi indie, un ricco ed elaborato aspetto tecnico lascia il posto a un gioco piccolo ed essenziale, ma estremamente curato; la varietà delle idee proposte è ammirevole, e ognuna di queste intuizioni avrebbe il potenziale di sostenere di per sé un intero videogioco.

Varietà non solo nell’ambientazione e nel gameplay, ma anche nel modo in cui possiamo interagire con l’ambiente circostante: se al posto dell’inchiostro Monroe potesse utilizzare l’acqua? E se in una zona del gioco l’acqua guidasse dei rampicanti a cui potersi appigliare?

Images courtesy of Giant Sparrow, Sony Interactive Entertainment, Annapurna Interactive

Semplice ma efficace

Il level design, seppur semplice, viene portato ad un livello superiore grazie al fatto che in quella scala, in quella porta, in quel vicolo ti ci devi imbattere, curiosando e colorando. La mappa è intelligentemente costruita per regalare a Monroe una vista sopraelevata da cui osservare la parte di mondo da lui colorata stagliarsi in un mare di bianco. È una grande fonte di soddisfazione per il giocatore, che percepisce il proseguimento dell’avventura e che ha avuto un impatto diretto e determinante su ciò che aveva intorno.

Gli elementi platform e puzzle si fanno sempre più numerosi man mano che si avanza nella storia, con semplici enigmi da risolvere e percorsi da pianificare. Una sfida aggiuntiva è data dai palloncini, colorati collezionabili nascosti agli occhi dei giocatori meno curiosi. Rappresentano anche la valuta di gioco: gli sviluppatore vogliono così premiare la curiosità del giocatore, che nel menù accessori può acquistare varie abilità aggiuntive, alcune più utili e altre più divertenti, per migliorare i lanci di Monroe e offrire un’esperienza di gioco variegata.

Il titolo si distingue fortemente dal panorama videoludico, ma nonostante la sua anima atipica è possibile ritrovare parte delle sue atmosfere in Maquette; in quest’altro titolo, pubblicato da Annapurna Interactive, ci si trova di fronte a enigmi semplici ma circondati da un contesto molto curato dal punto di vista artistico.

L’opera incompleta

The Unfinished Swan è una fiaba che riesce ad esprimere delicatamente il forte disagio di un bambino: la sensazione d’incompletezza data dalla morte della madre. Il Re nella storia vive infatti un dramma continuo, inseguendo una completezza che sembra non arrivare mai.

La storia del Re non è altro che la rappresentazione epica, fantasy e fanciullesca dell’infanzia di Monroe, amputata di un sostegno fondamentale, e senza il quale si sente vuoto come un foglio bianco. Il dipinto lasciato incompleto dalla madre rappresenta proprio l’animo di Monroe, che deve ripensare a tutto il suo trascorso sorpassando ostacoli prima vista insormontabili. Tutto per poter finalmente completare quel quadro.

E quella notte, vincendo la stanchezza, Monroe fece una cosa che avrebbe colmato sua madre di felicità. Dipinse.

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