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Postato il 18 Luglio, 2022

Year

1991
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Length

18 tankōbon

Quando il manga Pretty Guardian Sailor Moon di Naoko Takeuchi fece il suo debutto nel 1991, nessuno avrebbe potuto prevedere l’impatto che avrebbe avuto sulla cultura popolare. Pubblicato negli anni ’90, cavalcando l’era del girl power e affrontando il teme dell’espressione della propria personalità, ha dato un nuovo spessore al genere del mahō shōjo, letteralmente “ragazze magiche”. Un rivoluzionario mix di azione e storia d’amore, l’interpretazione di Sailor Moon su argomenti femministi ha ispirato una generazione.

Reintrodurre il tema delle mahō shōjo

Le avventure di Usagi, studentessa di 14 anni, iniziano il giorno in cui salva un gatto parlante di nome Luna. Il felino le conferisce il potere di combattere la minaccia del Regno Oscuro trasformandosi in Sailor Moon. Insieme ad altre ragazze, la sua missione sarà quella di trovare la Principessa dell’antico regno lunare e salvare il mondo. Nonostante sia la prima volta che questo genere approda in Occidente, le sue origini sono risalgono a qualche decennio fa.

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Image Courtesy of Star Comics © 2017

Il mahō shōjo è apparso per la prima volta negli anni ’60, rivolgendosi a un pubblico di ragazze molto giovani. Manga come Sally la strega e Il segreto di Akko hanno introdotto rispettivamente i due principali archetipi del genere. Nel primo la protagonista è una strega che porta la magia nel mondo umano. Nel secondo è una ragazza normale che riceve poteri magici. Sailor Moon rientra in entrambe le categorie, insieme all’altro manga di successo degli anni ’90, Inuyasha.

Negli anni ’70 l’elemento dell’amicizia divenne il focus principale, ma negli anni ’80 ebbe luogo un altro grande cambiamento. Fino ad allora le protagoniste erano ragazze giovani per un pubblico altrettanto giovane, ma con manga come Creamy tale pubblico si ampliò. Emersero anche nuovi temi come l’età adulta e le relazioni romantiche. Tuttavia, il decennio che ha segnato il boom del genere furono gli anni ’90. Tutto grazie a Sailor Moon, che ha coniugato vecchi e nuovi aspetti del genere per un pubblico internazionale.

Amore, gender e censura in Sailor Moon

L’amore è un tema centrale della narrazione, tipico della maggior parte dei manga shojo. Tuttavia, questa storia rappresenta un’eccezione grazie ai suoi elementi d’azione. Usagi è una supereroina che trae potere dall’amore, trovando forza nell’affetto che prova per coloro che la circondano. È un tipo di amore disinteressato, per il quale è pronta a combattere e sacrificarsi: una forte protagonista femminile contro il mondo, elemento in comune con fumetti come I Kill Giants e Troppo facile amarti in vacanza.

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Image Courtesy of Star Comics © 2017

La sessualità è un altro tema che il manga tocca, nonostante la censura. Sebbene raramente esplicita, Naoko Takeuchi include un’ampia rappresentazione delle relazioni e delle identità di genere nella sua storia, sia tra le eroine che le loro nemesi. Un ottimo esempio è la storia d’amore tra Sailor Uranus e Sailor Neptune, eliminata negli adattamenti occidentali. Le Sailor Starlights, un’altra squadra di guardiane introdotta più avanti nella storia, furono soggetto di una simile censura LGBTQ a causa della loro fluidità di genere. Arrivate ​​sulla Terra per cercare la loro principessa, assumono i panni della boy band “Three Lights” e rivelano la loro identità femminile solo una volta trasformate.

Tutte idee ritenute inadatte al giovane pubblico occidentale, nonostante fossero normalizzate nel manga. Nonostante le prime cancellazioni, l’adattamento anime più recente Sailor Moon Crystal si è rivelato più fedele alla storia originale. E temi simili su identità e genere si possono ora trovare in pubblicazioni recenti come la graphic novel francese Peau d’homme.

Femminismo imperfetto

Sailor Moon rappresenta un’espressione del girl power ed è considerata tale ancora oggi, ma il suo messaggio potrebbe risultare a volte incoerente. Il fatto che la trasformazione includa minigonne e tacchi alti è di per sé un elemento controverso. Mentre la femminilità come fonte di potere è un concetto valido, perde significato quando diventa una scusa per la sessualizzazione. C’è anche la questione di Usagi che ha spesso bisogno di essere salvata dalla sua controparte maschile, Tuxedo Mask (Milord), una contraddizione del tema dell’indipendenza femminile.

Tuttavia, sebbene tutti questi elementi siano presenti, non negano l’impatto né i messaggi positivi che il manga contiene. Usagi ha pregi e difetti, e la magia non la rende perfetta. Questa imperfezione la rende più verosimile e per il pubblico è più facile immedesimarsi in lei. Ci sono momenti in cui deve fare affidamento sull’aiuto degli altri, ma perseverando diventa più forte. L’indipendenza è un traguardo raggiunto lavorando come squadra, grazie al legame con le altre sailor.

Tutti gli archi narrativi dei personaggi puntano verso l’accettazione dei propri difetti per lavorarci sopra e diventare una persona migliore. Sailor Moon ha plasmato l’immaginario collettivo femminile, proprio come ha fatto Dragonball per la controparte maschile, con una rappresentazione di personaggi femminili complessi che fa eco a diversi media, incluso il romanzo di Isabel Allende La casa degli spiriti. Sebbene in qualche modo immaturo, il messaggio femminista di Sailor Moon è comunque riuscito a trovare il favore del suo pubblico con il suo messaggio di rispetto per sé stessi.

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