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Postato il 04 Luglio, 2022

Author

Year

2013

Format

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Length

126 pages

Genre

La parte più difficile del viaggio può essere tanto la partenza quanto il ritorno. Bisogna affrontare il fatto che nulla sarà come prima: il mondo è cambiato, così come il viaggiatore. Opera del fumettista e illustratore italiano Gianni Pacinotti, meglio noto come Gipi, Unastoria racconta le difficoltà di far ritorno a casa, affrontando temi come la famiglia e la ciclicità della vita. Una favola onirica in cui il passato si ripropone senza sosta, connettendo un uomo al suo bisnonno attraverso i rispettivi ed eterni tentativi di tornare a casa. Una vera casa, per l’antenato; una casa come luogo sicuro, per il protagonista. Per entrambi, un lungo viaggio verso un luogo che appartiene al passato.

Unastoria è stato pubblicato la prima volta da Coconino Press nel 2013. L’anno successivo è stato il primo graphic novel a essere candidato al Premio Strega, seguito da Dimentica il mio nome di Zerocalcare nel 2015. Nel 2020 il New York Times l’ha incluso nella lista dei migliori graphic novels dell’anno.

one story gipi
Image courtesy of FANTAGRAPHICS GIPI © 2020

Una famiglia, molte guerre

Il giorno del suo cinquantesimo compleanno, lo scrittore Silvano ha un crollo nervoso. Si sveglia in una clinica psichiatrica, mentre I dottori discutono di cosa gli sia potuto accadere. È ossessionato da ricordi terrificanti della Grande Guerra così come l’ha vissuta il suo bisnonno, Mauro. Un secolo più tardi, Silvano si sente come se, nel presente, stesse combattendo una battaglia uguale e al contempo diversa. La storia si sviluppa come se i due personaggi stessero seguendo lo stesso cammino, creando un senso di inevitabilità.

Unastoria costruisce una saga familiare moderna che richiama Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez. Come la famiglia Buendìa, Silvano e Mauro si muovono in un mondo realistico ma indefinito, perseguitati dall’impossibilità di trovare un equilibrio. Una maledizione che unisce diverse generazioni. Silvano si sente come se lui e Mauro fossero entrambi veterani e avessero la stessa storia da raccontare, sebbene abbiano vissuto due vite diversissime.

Unastoria ha segnato il ritorno sulla scena del fumetto per Gipi e nel crollo nervoso di Silvano si intravedono diversi dettagli autobiografici. Prima di questo graphic novel, l’autore non aveva disegnato nulla per cinque anni a causa della sua depressione. Solo riprendere a disegnare l’ha fatto sentire meglio. Anche se Gipi non è mai stato ricoverato in una clinica psichiatrica, Silvano rispecchia il suo distacco dal mondo esterno. Entrambi hanno inoltre trovato una cura, ma sapendo che non sarebbero mai più stati la stessa persona. Come il suo protagonista più giovane, Gipi si sente un sopravvissuto di una guerra invisibile. Come il personaggio di Salinger Holden Caulfield è diventato espressione di innumerevoli ragazzi incapaci di trovare un posto nel mondo, così Unastoria si pone come simbolo di ogni sopravvissuto, di guerre sia reali che interiori.

Il ritorno dell’eroe

Sopravvissuti alla propria vita, Mauro e Silvano non possono che cambiare dopo il proprio viaggio dell’eroe. Come Frodo alla fine di Il Signore degli Anelli, anche loro quando tornano a casa sono persone completamente diverse. In loro risuonano molti personaggi, feriti da vite difficili, come Ferdinand in Viaggio al Termine della Notte. Mauro è sopravvissuto a una vera guerra, alle trincee e alla vista di amici morti davanti a lui. Silvano continua a combattere una battaglia interiore contro la malattia mentale.

Entrambi hanno dovuto mettere in pausa la propria vita, forzati da eventi interiori o esteriori. Entrambi hanno sofferto per un trauma che gli impedisce di tornare alla loro vita di prima. La guerra di Mauro, però, era esteriore, e perciò tangibile. La battaglia di Silvano invece, non potendo essere vista da altre persone, è molto più difficile da capire. Entrambe hanno lasciato cicatrici indelebili e reso impossibile il ritorno alla loro vita precedente.

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Image courtesy of FANTAGRAPHICS GIPI © 2020

Unastoria e i molti stili di disegno di Gipi

Sia le illustrazioni che lo stile narrativo differiscono dai precedenti fumetti di Gipi. Fulcro della storia, molto più dei dialoghi, sono le tavole ampie che richiamano Corto Maltese di Hugo Pratt. Ma in Unastoria, Gipi utilizza diversi stili grafici, ognuno dei quali esprime una diversa atmosfera e stato mentale.

L’uso di stili narrativi distanti tra loro rispecchia la sofferenza umana davanti a un mondo illogico. Gipi alterna acquarelli caldi per il mondo presente con linee spoglie per la clinica psichiatrica e sfumature scure per il passato. I paesaggi assumono un’atmosfera onirica, in cui i colori si fondono e non c’è un chiaro confine fra terra e cielo. Solo un albero solitario si pone come elemento unificante fra spazio e tempo, apparendo di tanto in tanto fra trincee e lande desolate. I visi sono estremamente dettagliati ed espressivi, carichi di paura e tristezza. Distaccandosi dal realismo, l’autore ricrea un’alienazione che ricorda l’Urlo di Munch. Così come con era stato per gli Espressionisti, nei disegni di Gipi l’arte diventa un urlo di dolore.

La mancanza di un’interpretazione univoca spinge a rileggere il romanzo più volte. Un eterno ritorno alla storia di Stefano e Mauro, per trovare una spiegazione a un mondo che cambia coi suoi abitanti.

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