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Il manga di Neon Genesis Evangelion è una lettura edipica dei mecha

Postato il 12 Agosto, 2021

Year

1994-2013
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Length

14 tankōbon

L’adattamento manga di Yoshiyuki Sadamoto di Neon Genesis Evangelion condivide la trama del celebre anime diretto da Hideaki Anno. Sadamoto, anche character designer dell’anime, nel 1998 ha dichiarato agli intervistatori di Animerica di aver disegnato Evangelion “come il mondo visto dagli occhi di Shinji”. La serie decostruisce il genere mecha, traendo ispirazione da anime mecha maturi come Ultraman e Aura Battler Dumbine. Nonostante ciò, mantiene alcune caratteristiche standard come le battaglie contro nemici giganteschi e minacciosi, una costante nei manga e negli anime giapponesi, come possiamo vedere anche ne L’attacco dei giganti.

La lotta contro gli Angeli

Nel 2015, quindici anni dopo il cataclisma noto come Second Impact, l’introverso e timoroso quattordicenne Shinji Ikari si ritrova nella città di Neo Tokyo 3, convocato dal padre, l’austero Gendo Ikari. In qualità di capo della forza paramilitare NERV, esige dal figlio che piloti l’Evangelion 01, parte di una serie di robot giganti progettati per combattere gli Angeli, esseri enormi, spaventosi e dalle forme bizzarre che minacciano di distruggere l’umanità. L’antieroe Shinji si ritrova così ad affrontare con riluttanza questa minaccia.

Anche se l’ambientazione e l’inizio sono simili, solo la prima metà del manga di Neon Genesis Evangelion segue fedelmente la serie anime. In seguito, Sadamoto si è preso alcune libertà. Ad esempio, gli Angeli sono 13 anziché 17. Asuka Langley Soryu, la seconda “Children” (i piloti scelti dell’Eva) è una bambina cresciuta in provetta. Soprattutto, il finale pieno di speranza differisce totalmente da quello cupo e aperto del film End of Evangelion.

Non ci sono adulti in Giappone

Durante un’intervista rilasciata al The Atlantic nel 2007, Hideaki Anno ha detto:

Il Giappone ha perso la guerra contro gli americani. Da allora, l’educazione che abbiamo ricevuto non è in grado di formare degli adulti. Anche per noi quarantenni e per la generazione più vecchia di me, quella dei cinquantenni e dei sessantenni, non c’è un modello affidabile di come dovrebbe essere un adulto. Non vedo adulti qui in Giappone.

Gendo è l’esempio perfetto di una persona che non si comporta da adulto. È egoista e non si cura degli altri, approfittando della NERV per scopi personali. Inoltre, a differenza della moglie Yui Ikari, che si è sacrificata per il figlio, non è in grado di dimostrare amore a Shinji.

Shinji, invece, ha paura di diventare adulto perché non ha un modello genitoriale a cui ispirarsi. Sadamoto si concentra in particolare sul rapporto tra questi due personaggi.

Neon Genesis Evangelion manga
Image courtesy of © khara/VIZMEDIA

Shinji, Gendo e il complesso di Edipo

Gendo, Yui e Shinji possono essere analizzati nei termini del complesso di Edipo teorizzato da Sigmund Freud. Shinji desidera l’approvazione del padre, ma allo stesso tempo lo odia. D’altra parte, è molto legato alla madre morta: l’anima di Yui abita l’Eva-01 e continua a protegge Shinji. Inoltre, Shinji sviluppa una stretta relazione con sfumature erotiche con la sua compagna di classe e pilota dell’Eva 00 Rei Ayanami, che in realtà è il clone di sua madre. Nei capitoli finali, Ayanami si fonde con Lilith, la progenitrice degli esseri umani, e si unisce simbolicamente a Shinji.

D’altra parte, Gendo dice a Shinji che non può amarlo perché si sente come se fossero in competizione per l’affetto di Yui, anche dopo la sua morte. Così lo allontana costantemente, usandolo come strumento per i suoi obiettivi, mentre è molto più affezionato a Rei, il clone di Yui.

Il dilemma del porcospino nell’anime e nel manga

Inoltre, Gendo è una persona solitaria che crede che gli esseri umani non possano comprendersi veramente. Egli rappresenta appieno il “dilemma del riccio“, una sindrome psicologica citata nella serie. Si tratta di un riferimento a una parabola contenuta in una serie di riflessioni filosofiche del filosofo tedesco Arthur Schopenhauer. Quest’opera fu pubblicata nel 1851 con il titolo Parerga und Paralipomena, che in greco significa “appendici e omissioni”.

In esso, Schopenhauer descrive il dilemma di un gruppo di porcospini in inverno, che vogliono scaldarsi stando vicini, ma per farlo finiscono per ferirsi l’un l’altro con i loro aculei. Così si mettono d’accordo sulla distanza ottimale per tenersi al caldo, senza provocare dolore reciproco. La parabola è una metafora della negoziazione di confini sociali ed emotivi efficaci e praticabili tra gli esseri umani ed è un tema ricorrente sia nella versione anime che manga di NGE.

Neon Genesis Evangelion manga
Image courtesy of © khara/VIZMEDIA

Neon Genesis Evangelion: un manga sulla maturazione

[Yui] è stata sostituita da un robot, quindi la madre originale è anche il robot, ma Shinji trova anche una madre della sua stessa età – Rei Ayanami – accanto a lui. Rei rimane anche al fianco del vero padre [Gendo]. C’è anche un altro padre, Adam, che controlla il corso generale degli eventi. Un complesso di Edipo all’interno di queste strutture multiple: ecco cosa volevo fare.

Hideaki Anno

Questo è il modo in cui Anno descrive le relazioni fondamentali in Evangelion. Così il complesso edipico può essere anche un’interpretazione dell’intera costruzione del mondo e della trama. Adam è una figura paterna, nonché progenitore di tutti gli Angeli, i nemici mortali che l’umanità cerca di distruggere. Lilith è invece la figura materna, la cui anima è ora dentro Rei. Gendo alla fine uccide questo padre metaforico, assorbendo la forma embrionale di Adam: nel manga, lo fa mangiandolo. Alla fine, cerca di fondersi con Rei/Lilith, ma senza successo. Il suo piano di diventare un Dio e distruggere l’umanità fallisce. Tuttavia, l’anima di Yui gli concede la redenzione ricordandogli quando ha provato amore per il neonato Shinji.

Infine, il manga affronta anche il tema dell’ingresso nell’età adulta. Shinji compie l’ultimo passo per diventare adulto, rompendo la sua dipendenza tossica dai genitori: sceglie di fermare il Progetto di perfezionamento dell’uomo, che mirava a fondere tutte le anime di tutti gli individui, e così ripristina l’individualità delle persone. Così facendo, va contro la volontà di Gendo e scommette sull’umanità, come aveva fatto sua madre prima di lui.

Devo scoprire alcune cose, come ad esempio a quale scopo ho queste mani, o qual è la ragione della mia esistenza.

Shinji Ikari

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