Arrival di Denis Villeneuve | Incontri ravvicinati del quinto tipo
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Arrival di Denis Villeneuve | Incontri ravvicinati del quinto tipo

Arrival di Denis Villeneuve | Incontri ravvicinati del quinto tipo

Postato il 07 Marzo, 2024

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116'

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Cosa accadrebbe se gli esseri umani potessero prevedere il futuro? Questa è la domanda esistenziale a cui Denis Villeneuve prova a rispondere attraverso Arrival, il suo ottavo film dopo Sicario (2915) e Enemy (2013). La risposta è nascosta e rivelata nella storia di una donna e il suo incontro ravvicinato di quinto tipo. Louise è una docente di linguistica che ha perso la figlia dodicenne a causa di una malattia incurabile. Quando alcune gigantesche astronavi aliene atterrano in dodici luoghi diversi nel mondo, l’esercito americano le affida l’incarico di comunicare con i visitatori extraterrestri. Mentre le nazioni si trovano sull’orlo di una guerra globale, Louise riesce a decifrare la lingua aliena e, allo stesso tempo, scopre qualcosa di nuovo sulla sua vita.

Storie della tua vita

Arrival è l’adattamento del racconto di Ted Chiang intitolato Stories of Your Life. E come in ogni sceneggiatura non originale, ci sono alcune somiglianze e differenze con l’opera letteraria originale. I temi (determinismo, incomunicabilità, perdita e amore) e il personaggio principale (Louise) sono gli stessi, così come il punto di vista. Come nel racconto, Denis Villeneuve narra gli eventi con la voce di Louise. Dall’altra parte, la messa in scena nel film è più ambiziosa. Se nell’opera di Ted Chiang la storia si svolge in una tenda, davanti a uno specchio semicircolare di tre metri, in Arrival le astronavi aliene sono gusci alti 450 metri, sospesi in aria.

Due tecniche di narrazione degne di nota

Denis Villeneuve utilizza due tecniche narrative uniche per coinvolgere gli spettatori: l’avvicinamento e la rivelazione. Louise si avvicina lentamente agli alieni, superando ostacoli sempre più complessi. Si avvicina a loro e subito dopo si allontana. Continua così fino a quando non si avvicina abbastanza da scoprire che la verità è più complessa di quanto si aspettasse. In altre parole, una rivelazione sul futuro.

Arrival richiama alla mente molti altri film di fantascienza esistenziali e intimisti. Uno su tutti, 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. L’astronave aliena è come un monolite scuro, un guscio che nasconde la conoscenza umana.

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