Naufragio al largo di una costa rocciosa | Visione artistica di un problema umanitario
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Naufragio al largo di una costa rocciosa | Visione artistica di un problema umanitario

Naufragio al largo di una costa rocciosa | Visione artistica di un problema umanitario

Postato il 28 Giugno, 2023

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Format

Location of the visited exhibition

Material/Technique

Oil on Canvas

Dimensions

154cm × 206cm

La mano artistica del pittore olandese del diciannovesimo secolo Wijnand Nuijen ha creato paesaggi sensazionali. Le sue opere possono essere accostate ai più famosi autori del Romanticismo europeo. Sono molti i pittori che, attraverso giochi di contrasti e colori, hanno impresso sulla tela la maestosità che circonda l’uomo. Influenzato dai colleghi francesi di lunga data, la sua produzione è un misto di dramma e pace. I temi di Nuijen fanno spesso riferimento a eventi storici della sua patria. I critici gli rimproverano un uso audace dei colori. Egli si concentrava più sull’effetto suggestivo dell’opera che sul soggetto in sé.
In Naufragio al largo di una costa rocciosa, l’uso della luce è il vettore attraverso il quale viene interpretato il soggetto. Un timido sole tra le nuvole illumina i sopravvissuti sulla terraferma come per confortarli. Sullo sfondo, ancora in balia del mare, si intravede la nave che affonda, appena raggiunta dalla luce. Questo dipinto è un perfetto esempio dell’impotenza dell’uomo nei confronti di Madre Natura.

Naufragio a largo di una costa rocciosa, Wijnand Nuijen, Paesi Bassi 1837 Il racconto di una tragedia umanitaria
Naufragio al largo di una costa rocciosa dipinto dall’olandese Wijnand Nuijen nel 1837. Dominio pubblico, Rijks Museum.

Il naufragio, una tragedia in corso

L’uso del colore nel Naufragio di Nuijen è simile agli acquerelli di William Turner. L’artista inglese era soprannominato il pittore della luce perché era in grado di esaltarla in tutte le sue forme. Fece suo il concetto di sublime: un sentimento di terrore e meraviglia che la natura scatena nell’uomo. Turner, infatti, non ha mai nascosto il suo gusto per la tragedia, che riprende anche ne Il naufragio della speranza. Un titolo molto più evocativo, rispetto a quello di Nuijen, che lascia trasparire il significato profondo dell’opera, ben al di là di ciò che si percepisce con la semplice osservazione. Lastre di ghiaccio si sovrappongono impetuosamente, senza lasciare scampo a un’imbarcazione che si avventura nei meandri glaciali.

Una delle più significative rappresentazioni artistiche di un naufragio è La zattera della Medusa di Théodore Géricault. Era un pittore francese noto per la sua teatralità e il suo gusto per l’orrido. Il dipinto si riferisce a un preciso evento storico: nel 1816, una nave francese chiamata Méduse naufragò al largo delle coste della Mauritania. Si stava dirigendo verso il Senegal insieme ad altre tre navi, ma si staccò da esse a velocità crescente. L’evento costò uno scandalo alla corte francese, che pubblicò mesi dopo il racconto di un medico sopravvissuto alla tragedia. In esso si raccontava come il clima di sopraffazione e disperazione avesse portato i naufraghi al cannibalismo e al suicidio. Géricault studiò a lungo la rigidità post mortem e lo sviluppo delle tempeste per essere il più accurato possibile nel suo lavoro.

La radeau de la Méduse dipinta da Théodore Géricault nel 1818. Dominio pubblico, Museo del Louvre.

Una visione contemporanea

In questo momento storico, il sublime non esiste più, ma negli occhi di chi decide di lasciare la propria terra rimane il terrore, anche se con il cuore pieno di speranza e la consapevolezza che le possibilità di raggiungere nuove sponde sono rare. Le migrazioni hanno caratterizzato la storia del mondo fin dall’antichità e le società moderne si sono sviluppate grazie ad esse. In quest’epoca, il soggetto del lavoro sarebbe lo stesso, ma al posto di una nave di legno, ci sarebbe un gommone o una barca di fortuna. Quasi ogni giorno i giornali riportano notizie di persone disperse in mare. Nel febbraio 2023 si è verificato un naufragio sulle coste italiane, a Cutro, e a distanza di mesi le vittime continuano a emergere. Le ultime notizie raccontano della dispersione di un’imbarcazione con 500 persone che nessuno è riuscito a ritrovare.

Nuova era, diverso tipo di linguaggio

Intraprendere un viaggio verso la libertà e la sua speranza è un tema presente in molte opere.
Nel 2021, DigixArt ha pubblicato Road 96, un videogioco ambientato nell’atmosfera onirica degli anni Novanta. Si tratta di una letteratura di viaggio interattiva, in cui i protagonisti vogliono lasciare la loro patria, caduta in un regime totalitario, nella speranza di fuggire verso un mondo migliore. Il videogioco simula l’esperienza di fuga in prima persona, interpretando il ruolo di un ragazzo scomparso.

L’esito del videogioco dipende dalle scelte del giocatore, creando ogni volta un nuovo episodio, e il naufragio è uno dei possibili epiloghi. Come due secoli fa, la natura continua ad essere impetuosa, ma le politiche migratorie possono giocare un ruolo fondamentale affinché questa situazione non diventi un’odissea umanitaria.

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