Il Triplete Dell’Inter del 2010 | Un sogno lungo 45 anni
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Il Triplete Dell’Inter del 2010 | Un sogno lungo 45 anni

Il Triplete Dell’Inter del 2010 | Un sogno lungo 45 anni

Postato il 17 Ottobre, 2023

Discipline

Event

UEFA Champions League

Date

22 May 2010
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Country

Length

23 August 2009 - 22 May 2010

Winner-Podium

Inter

Other protagonists

Josè Mourinho, Javier Zanetti, Diego Milito, Samuel Eto’o, Massimo Moratti, Zlatan Ibrahimović, Pep Guardiola

Year

La stagione 2008/09 della Champions League è stata un punto di svolta nella storia del calcio. È stata segnata dal successo del Barcellona di Pep Guardiola e Leo Messi e dal trionfo del tiki-taka. Questo nuovo ed iconico stile di gioco, devoto al possesso palla e al gioco verticale, ha dato inizio a una nuova era calcistica. Massimo Moratti, imprenditore e presidente dell’Inter, sognava da molto tempo di seguire le orme del padre Angelo e portare la squadra alla vittoria della Uefa Champions League. Eppure, date queste premesse, all’inizio della stagione 2009/10 il sogno lungo 45 anni di Moratti sembrava lontano. A peggiorare la situazione, il miglior calciatore dell’Inter, il leggendario attaccante svedese Zlatan Ibrahimović, aveva deciso di lasciare la squadra per unirsi al Barcellona e provare a vincere la sua prima Champions League.

Un sogno appeso a un filo

Nonostante la partenza di Ibrahimović, l’allenatore dell’Inter, José Mourinho, si presenta all’inizio della stagione calcistica con un obiettivo: realizzare il sogno di Moratti. Il portoghese ha già un solido numero di vittorie in Europa e ha colmato il vuoto lasciato dallo svedese aggiungendo alla già competitiva squadra capitanata da Javier Zanetti l’argentino Diego Milito (soprannominato “Il Principe”), il centrocampista olandese Wesley Sneijder e il camerunense Samuel Eto’o. Ciononostante, dopo tre pareggi consecutivi nel girone di Champions League e con una partita in trasferta contro il Barcellona in arrivo, la situazione si sta surriscaldando.
Il 4 novembre 2009 a Kiev, i Nerazzuri perdono 1-0 al 58′ e sono alle soglie dell’eliminazione. Ma la storia deve ancora essere scritta. Un improvviso barlume di speranza arriva dal piede sinistro di Diego Milito che pareggia l’incontro. Tre minuti dopo, un tap-in di Wesley Sneijder completa la rimonta. La sconfitta successiva contro il Barcellona riporta i giocatori all’amara realtà. Ma grazie alla vittoria contro il Rubin Kazan, si assicurarono un posto nella fase a eliminazione diretta, mantenendo in vita il sogno.

Insidie di casa

Nell’anno nuovo, un sorteggio sfavorevole di Champions League mette di fronte Inter e Chelsea. La squadra londinese, allenata da Carlo Ancelotti e con giocatori del calibro di Frank Lampard e Didier Drogba, è tra le più temute d’Europa. Eppure, il lavoro psicologico di José Mourinho sta dando i suoi frutti e, con due solide prestazioni, i Nerazzuri vincono.

Nel frattempo, la Roma allenata da Claudio Ranieri si sta presentando come una rivale concreta per lo Scudetto. Dopo aver inseguito per la maggior parte della stagione, il 27 marzo 2010 i Giallorossi infliggono una sconfitta pesante all’Inter. Due settimane dopo, salgono in testa alla classifica sfruttando la sconfitta dei rivali contro la Fiorentina.

Cenere e fumo

Con la Roma in testa alla Serie A e un nuovo e decisivo incontro con il Barcellona nel cammino verso la finale di Champions League, il sogno dell’Inter è nuovamente sul punto di crollare. Le strade di Ibrahimović e della sua ex squadra si incrociano nuovamente a Milano, il 20 aprile 2010. Alla vigilia della partita la vittoria del Barcellona viene data per certa. L’unica cosa che disturba il sonno dei catalani è un’enorme nube di cenere e fumo. La nuvola, provocata dall’eruzione del vulcano Eyjafjöll in Islanda, blocca il traffico aereo in tutta Europa e obbliga i catalani a raggiungere l’Italia in pullman.

Nonostante il cattivo auspicio, a pochi minuti dall’inizio del match il goal di Pedro manda in vantaggio il Barcellona. Nonostante ciò, dopo aver resistito all’impeto dei catalani, l’Inter pareggia con un tiro chirurgico di Wesley Sneijder. Con la carica dei propri tifosi, i Nerazzurri sorprendono il Barcellona altre due volte nel secondo tempo e vincono.

La sconfitta più dolce

Battuti, ma non mortificati, Ibrahimović e il Barcellona tornano a casa giurando vendetta. Quando la settimana successiva l’Inter arriva al Camp Nou a Barcellona, lo accompagna una rinnovata forza d’animo. La sconfitta della Roma, per mano della Sampdoria, ha di fatto permesso alla squadra di Mourinho di tornare in testa alla Serie A. I catalani pressano insistentemente per più di 90 minuti, ma riescono a segnare solo un goal. Non abbastanza: l’Inter esce sconfitta, ma vittoriosa dallo scontro. Mourinho sa già cosa succederà mentre festeggia tra gli irrigatori del Camp Nou, con l’indice alzato.

L’eredità del Principe

Quello che succede il mese successivo entra nella storia come uno dei più impressionanti traguardi nella storia del calcio italiano. Il 5 maggio l’Inter affronta nuovamente la Roma in finale di Coppa Italia e batte i Giallorossi 1-0. Undici giorni dopo, una vittoria con lo stesso risultato contro il Siena consegna ai Nerazzurri lo Scudetto. Infine, il 22 maggio, l’Inter batte 2-0 il Bayern Monaco nella finale di Champions League disputata a Madrid. Tutti i goal portano la firma del “Principe” Diego Milito.

L’inter completa un primo storico triplete nel calcio italiano e realizza il sogno lungo 45 anni di Massimo Moratti.

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