Maradona e la Mano di Dio | Un giorno karamazoviano
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Maradona e la Mano di Dio | Un giorno karamazoviano

Maradona e la Mano di Dio | Un giorno karamazoviano

Postato il 30 Marzo, 2024

Discipline

Event

FIFA World Cup

Date

22/6/1986
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Country

Length

90 minutes

Winner-Podium

Argentina

Other protagonists

England, Diego Armando Maradona

Year

Perché? Proprio perché siamo nature vaste, nature karamazoviane – ecco cosa voglio dimostrare – in grado di mescolare tutti i contrari possibili e contemplare nello stesso istante tutti gli abissi, l’abisso sopra di noi, l’abisso degli ideali elevati, e quello sotto di noi, l’abisso della degradazione più abietta e fetida.

Fëdor Dostoevskij, I Fratelli Karamazov

Quanto tempo ci vuole per scendere all’Inferno e risalire poi fino in Paradiso? Dante ha impiegato i 14.233 versi della sua Divina Commedia. A Diego Armando Maradona sono bastati quattro minuti.

L’ombra della guerra

Il 22 giugno del 1986, L’Argentina e l’Inghilterra si affrontano nei quarti di finale della Coppa del Mondo, in Messico. È una partita molto attesa, soprattutto per via della situazione politica tra le due nazioni.

Sulla partita aleggiava l’ombra della recente guerra delle Falkland. Quattro anni prima l’Argentina aveva invaso le isole, un fazzoletto di territorio a sovranità britannica, e il Regno Unito aveva inviato una spedizione militare per riprenderne il controllo: un’impresa che richiese 74 giorni e suonò come uno schiaffo all’Argentina.

Come spesso accade, il calcio divenne metafora perfetta della rivalità tra i due Paesi: in quella partita a Città del Messico infatti era in gioco molto di più di un posto in semifinale ai Mondiali di calcio. Questo valeva soprattutto per l’Argentina, uscita perdente dalla guerra, e per il suo giocatore più rappresentativo, Diego Armando Maradona.

Il viaggio di Maradona, parte 1 – L’abisso sotto di noi

Come scrisse Dostoevskij nel suo ultimo capolavoro, I Fratelli Karamazov, gli esseri umani sono capaci di contemplare sia gli “ideali elevati” che la “degradazione più abietta”. Nessun’altra specie esprime una distanza così ampia tra il meglio e il peggio di cui è capace. 

La vita di Maradona testimonia egregiamente questa affermazione: quei quattro minuti della partita Argentina-Inghilterra del 1986 ne sono la sintesi perfetta.

Dopo 51 minuti, dalla parte destra del campo, il pallone arriva all’improvviso nell’area di rigore dell’Inghilterra, occupata solamente dal portiere inglese Peter Shilton e dallo stesso Maradona. Nonostante fosse decisamente più piccolo di statura di Shilton, Maradona riesce a deviare il pallone verso la rete, colpendolo con il pugno. L’arbitro tunisino Ali Bin Nasser è probabilmente uno dei pochi a non accorgersi del fallo, convalidando il gol tra le proteste degli inglesi. Nasce la Mano di Dio.

Maradona chiama subito i suoi compagni per festeggiare insieme il gol, per non lasciare spazio al minimo dubbio: non la miglior manifestazione della sua sportività.

Chissà, forse in quell’istante sentì di dover fare ammenda per il suo metaforico misfatto: un altro tipico topos dostoevskijano.

Il viaggio di Maradona, parte 2 – L’abisso sopra di noi

Per salire in Paradiso impiega quattro minuti. Al cinquantacinquesimo minuto Maradona riceve palla prima della linea di centrocampo, difendendola dagli attacchi di Peter Reid e Peter Beardsley. Corre verso la porta, il pallone incollato al piede sinistro, dribblando Terry Butcher, Terry Fenwick, e Peter Shilton, per poi infilare dolcemente il pallone in rete.

Solamente quattro minuti dopo aver segnato fallosamente con la mano, Maradona estingue il suo debito con il calcio, segnando uno dei gol più incredibili del calcio. Il telecronista uruguayano Victor Hugo Morales commenta quel capolavoro rivolgendo a Maradona la memorabile domanda retorica:

Barrilete cósmico… ¿de qué planeta viniste? ¡Para dejar en el camino a tanto inglés! ¡Para que el país sea un puño apretado, gritando por Argentina!

Aquilone cosmico… Da che pianeta sei venuto? Per lasciare lungo la strada così tanti inglesi? Perché il paese sia un pugno chiuso che esulta per l’Argentina!

In una manciata di minuti, Maradona si affaccia su entrambi gli abissi. Dapprima impadronendosi di un gol immeritato e poi creando un’opera d’arte mai vista prima su un campo da calcio. L’Argentina vince quella Coppa del Mondo, battendo il Belgio e la Germania dell’Ovest sulla via per il titolo, il secondo della sua storia. Un trionfo conquistato sotto la guida di Diego Armando Maradona, il giocatore più karamazoviano di sempre.

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