Marvel's Daredevil | Storia di un supereroe cattolico
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Marvel's Daredevil | Storia di un supereroe cattolico

Marvel's Daredevil | Storia di un supereroe cattolico

Postato il 13 Gennaio, 2022

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C’è qualcosa di mistico e intrigante in un supereroe cattolico che indossa una maschera da diavolo. Un vigilante cieco che agisce nell’oscurità, ma con un’intima unione con Dio. Un uomo di legge che ha una profonda fede nella redenzione e trova rifugio e aiuto nella morale cattolica. È proprio per questo che Matt Murdock / Daredevil, il personaggio della Marvel Comics creato nel 1964 da Stan Lee e Bill Everett, evoca le profonde e complesse sottigliezze dell’animo umano. Soprattutto, mostra quanto sia cruciale la controparte umana dietro la maschera del supereroe.

In tre stagioni, Marvel’s Daredevil (o più semplicemente Daredevil) – la serie Netflix creata dallo sceneggiatore, regista e produttore Drew Goddard (Buffy l’ammazzavampiri, Lost, Quella casa nel bosco, Sopravvissuto – The Martian, The Good Place) e basata sul supereroe dei fumetti – riesce a raccontare tutto questo in maniera potente e toccante.

Il diavolo di Hell’s Kitchen

Hell’s Kitchen, New York City, giorni nostri. Reso cieco da piccolo a seguito di un incidente che lo ha esposto a sostanze radioattive che, tuttavia, gli hanno conferito un eccezionale potenziamento degli altri sensi, Matt Murdock (Charlie Cox) è un abile avvocato. Di giorno combatte abusi e ingiustizie in tribunale. Di notte, invece, indossa una maschera e si trasforma nel supereroe noto come Daredevil.

Infatti, Matt usa le sue capacità sovrumane per combattere il crimine e la corruzione che incombono sulle strade del suo quartiere. Con l’aiuto indispensabile dei suoi migliori amici e colleghi Foggy Nelson (Elden Henson) e Karen Page (Deborah Ann Woll), Matt si troverà faccia a faccia con nemici malvagi e pericolosi. Tra questi, il boss del crimine Wilson Fisk / Kingpin (Vincent D’Onofrio); l’ex-marine Frank Castle, ora divenuto un vigilante chiamato “The Punisher” (Jon Bernthal); l’ex-fidanzata e temibile sicaria Elektra (Élodie Yung) e l’assassino psicopatico Dex Poindexter (Wilson Bethel).

Daredevil è il primo di un gruppo di serie televisive previste da un accordo tra Marvel e Netflix. Si tratta di quattro show interconnessi, tutti ambientati nel Marvel Cinematic Universe e basati su personaggi dei fumetti Marvel. Nello specifico, sono Jessica Jones (2015), Luke Cage (2016) e Iron Fist (2017). Tutti e quattro gli show culminano nella miniserie crossover The Defenders (2017). Ma c’è di più. Sulla scia del successo del personaggio di Frank Castle / Punisher, Netflix ha creato lo spin-off The Punisher (2017).

Cosa significa essere un supereroe (cattolico)

Nonostante il suo soprannome “Uomo senza paura”, Daredevil mostra nel corso dell’arco narrativo quanto il personaggio sia invece pieno di dubbi e paure che lo rendono più umano che mai. Sono proprio le vulnerabilità di Matt che permettono a chi guarda di identificarsi con lui e di proiettare su di lui il proprio background personale. Soprattutto, le paure di Matt sono strettamente legate al suo essere cattolico. Non è certo un caso che la sua fede costituisca un tema centrale sia nei fumetti sia nello show. Matt non è soltanto il figlio di una suora, ma ha trovato lui stesso rifugio e salvezza in Dio. Infatti, è la sua profonda fede che lo ha reso un supereroe. Ciò emerge chiaramente nelle parole che rivolge in chiesa al suo confidente Padre Lantom (Peter McRobbie) in un episodio della terza stagione:

Un tempo ascoltavo le preghiere della gente. Qui e per le strade. Le persone chiedono a Dio un aiuto, giustizia o vendetta, a volte. Solita frase: “Ti prego, Dio”. Credevo che Dio mi permettesse di sentirle perché intervenissi. Ed è ciò che ho fatto. Quello che ho cercato di fare. Aiutare le persone.

Matt Murdock / Daredevil (Charlie Cox)

L’uomo di fede e il supereroe sono i due universi interiori di Matt Murdock. Due anime distinte che cerca sempre di mantenere in equilibrio. Una conferma di ciò si ha nella discussione con l’antieroe Punisher. Daredevil segue un codice morale molto preciso: non uccidere mai nessuno. Crede nella speranza, nel fatto che c’è del buono in ogni persona e nella redenzione. Sostiene il diritto alla vita di tutti. Perché tutti devono essere giudicati dalla legge e prima o poi saranno giudicati da Dio. Ma come gli dice The Punisher: “Ti ha chiesto qualcuno di indossare quel costume o è una scelta tua? Sai cosa penso di te? Che sei un inconcludente. Sei uno che non porta a termine il lavoro. Per me, sei un codardo. Sai cos’è che non riesci a capire? Sei a un solo passo dal diventare come me.”

Marvel's Daredevil | Being a Catholic Superhero
Charlie Cox nel ruolo di Matt Murdock / Daredevil (Nicole Rivelli/Netflix)

Un martire moderno

Daredevil è un supereroe senza poteri di guarigione. È un martire moderno che sopporta il peso del dolore e, nella piena consapevolezza dei pericoli, arriva persino a sacrificarsi per un ideale superiore. Ed è quando attraversa una grave crisi di fede, nel corso della terza stagione, che le parole di The Punisher assumono un significato ancora maggiore. Perché la fede è ciò che non permette a Daredevil di trasformarsi in ciò che ha sempre combattuto.

Non ci sono molti altri supereroi religiosi. I più noti, ad esempio, sono Nightcrawler e Capitan America. Tuttavia, una cosa è chiara: la fede in Daredevil è diventata un tratto essenziale del personaggio e la forza motrice che fa progredire la storia. In particolare, è stato Frank Miller a rendere la fede cattolica una parte cruciale dell’identità del supereroe nel suo arco narrativo del 1986, Devil: Rinascita (Daredevil: Born Again). In seguito, anche il regista Kevin Smith ha aggiunto temi cattolici nell’arco narrativo scritto nel 1999 e intitolato Daredevil: Diavolo Custode (Guardian Devil). Non sorprende che la terza stagione dello show abbia preso ispirazione nel tono e nei temi da queste due storie.

Su questo filone, anche la campagna pubblicitaria della seconda stagione dello show si è concentrata sull’immaginario religioso. A conferma di ciò, i poster promozionali della seconda stagione di Daredevil si ispirano a grandi opere d’arte di artisti come Caravaggio, Michelangelo e Peter Paul Rubens.

Marvel's Daredevil | Being a Catholic Superhero
Un poster promozionale della seconda stagione di Marvel’s Daredevil raffigura il supereroe nei panni del martire San Sebastiano (Netflix)

Tre stagioni. Tre scene di combattimento in one-take

Un altro elemento che rende Daredevil una serie di alta qualità è la complessità delle scene di combattimento. In particolare, lo show ha fatto delle scene di combattimento in one-take, cioè scene senza tagli, il suo marchio di fabbrica. In effetti, ogni stagione presenta una scena di lotta girata “apparentemente” in questo modo. A onor del vero, però, la scena di combattimento della prima stagione (video in basso) e quella della seconda stagione sono state girate con abili trucchi e tagli nascosti per farle apparire come due riprese ininterrotte.

La sfida più ardua si è presentata con la scena di combattimento in prigione presente nel quarto episodio della terza stagione, Sorprese (Blindsided). Il regista dell’episodio, Alex Garcia Lopez, ha diretto per davvero una scena di 10 minuti e 43 secondi in piano sequenza.

Si tratta di una scena coreografata nei minimi dettagli e, a differenza delle precedenti, l’azione si svolge in uno spazio più ampio con lunghi corridoi e diverse stanze. Un operatore ha seguito l’attore Charlie Cox con una Steadycam per tutto il tempo. Cox ha eseguito da solo l’80% della scena. Il resto è stato realizzato con il cosiddetto “Texas Switch”: una tecnica cinematografica in cui un attore e il suo stuntman si scambiano “invisibilmente” mentre la telecamera sta ancora girando. Inoltre, Lopez si è ispirato alla scena girata da Alfonso Cuarón in I figli degli uomini (2006), come lui stesso e lo showrunner della terza stagione Erik Oleson hanno spiegato a Vulture, insieme a molto altro.

Daredevil: Born Again

Sembra che il Diavolo di Hell’s Kitchen sia finalmente pronto a rimettere il suo costume rosso. A tre anni dalla fine della serie Netflix, sono circolate online molte voci su un possibile ritorno dell’attore Charlie Cox nei panni di Matt Murdock / Daredevil nella Fase Quattro del Marvel Cinematic Universe. Il presidente dei Marvel Studios Kevin Feige ha confermato l’indiscrezione nel dicembre 2021. In effetti, Cox ha ripreso il suo ruolo con un cameo in Spider-Man: No Way Home (2021). Anche l’attore Vincent D’Onofrio ha ripreso il ruolo del cattivo Wilson Fisk / Kingpin nel finale di stagione della miniserie Disney+ Hawkeye (2021).

Non è finita qui. Al panel della Marvel al San Diego Comic-Con 2022 Kevin Feige ha annunciato una nuova serie per Disney+ intitolata Daredevil: Born Again, con protagonisti Cox e D’Onofrio.

Prevista per la primavera del 2024, nell’attesa i fan di Daredevil non possono che dedicarsi a un rewatch della serie (disponibile su Disney+).

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