La mia prima volta | Una rivoluzionaria scoperta di sé
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La mia prima volta | Una rivoluzionaria scoperta di sé

La mia prima volta | Una rivoluzionaria scoperta di sé

Postato il 04 Agosto, 2021

Author

Year

2016

Format

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Length

148 pages

Subgenre

Quando nel 2016 Kabi Nagata pubblicò La mia prima volta, il suo primo manga, aveva 29 anni e non aveva idea che avrebbe vinto due premi (il Crunchyroll Anime Award nel 2017 e l’Harvey Award nel 2018), né che avrebbe avuto un impatto così significativo sul genere. Per lei, questo fumetto era l’inizio di una rivoluzione tutta personale: la rivoluzione della scoperta di sé e della propria accettazione.

La mia prima volta è un fumetto autobiografico che affronta temi come la depressione, l’inadeguatezza, e la sessualità. Lo stile di scrittura secco si contrappone al tratto leggero e dall’uso del rosa nelle tavole, dando un iniziale senso di disorientamento. Ma pagina dopo pagina, il senso di intimità con l’autrice cresce e il fumetto finisce per assomigliare a una chiacchierata tra amici intimi.

Un’identità in conflitto

Non è facile descrivere cosa Nagata attraversa in La mia prima volta. La narrazione è frammentaria, seguendo i suoi pensieri con una velocità che ogni tanto lascia indietro chi legge. La storia inizia nel momento in cui lei lascia la scuola superiore. Si trova costretta ad affrontare una vita adulta per cui non è preparata. Una crisi dopo l’altra, cerca disperatamente di interagire con una società che sembra respingerla; sopravvive a episodi di autolesionismo, disturbi alimentari, e depressione intensa. Argomenti simili a quelli trattati in Welcome to the N.H.K., dove i protagonisti sono hikikomori alienati dalla società.

Per ogni difficoltà, la narratrice descrive cosa significa per lei e come l’ha superata. Due caratteristiche sono particolarmente importanti per Nagata: il suo amore per l’arte e il suo amore per le donne. Una volta che riesce a esplorare entrambe, la protagonista sboccia e inizia a trovare il suo posto nel mondo.

My Lesbian Experience with Loneliness
My Lesbian Experience with Loneliness © Kabi Nagata 2016

Una rivoluzione nel genere yuri

In Giappone, i manga sulle relazioni omosessuali tra donne hanno un nome specifico: yuri. Questo genere si concentra sulla relazione tra due donne e spesso ha contenuto esplicito. La mia prima volta è classificato come yuri, e certo non manca il contenuto esplicito. Tuttavia, la vera novità del manga è nel modo in cui rappresenta l’omosessualità.

Nagata non romanticizza l’esperienza omosessuale. La rappresenta in modo autentico e realistico, un tocco non comune per questo genere. Allo stesso tempo, non è una storia di coming out o di lotta contro una società omofobica. La sessualità della protagonista è una delle poche cose di cui è certa. In un mondo in cui le storie omosessuali spesso hanno come punto centrale la sessualità stessa e non le persone, La mia prima volta esplora una prospettiva insolita.

My Lesbian Experience with Loneliness
My Lesbian Experience with Loneliness © Kabi Nagata 2016

La passione nascosta di Nagata

La mia prima volta è stato pubblicato prima su Pixiv, come Nagata spiega nel manga stesso. Per lei era un modo di essere vista sia da altri che da sé stessa. A quel punto, aveva già capito che voleva diventare un’autrice di fumetti, ma non riusciva a trovare un argomento di cui trattare. Alla fine, scelse di parlare della sua vita in modo diretto e schietto.

In un’intervista con Pixiv, Nagata racconta che, da che ha memoria, ha sempre disegnato. Menziona anche l’iconico Slam Dunk di Takehiko Inoue come sua introduzione al mondo dei manga. Tuttavia, alla fine è stato il genere dell’autobiografia quello in cui si è ritrovata di più. Dopo La mia prima volta, ha continuato la serie con altri due libri che parlano della sua vita: Lettere a me stessa, uscito in Giappone nel 2016, e La mia fuga alcolica – Scappando dalla realtà, uscito nel 2019.

Le autobiografie nel fumetto

L’autobiografia continua a essere un genere popolare, come dimostra la recente serie Netflix Unorthodox. Lo stesso vale anche per i fumetti, se si tengono in considerazione per esempio due classici del genere come Maus di Art Spiegelman e Persepolis di Marjane Satrapi, che usano l’autobiografia per esplorare problematiche sociali e culturali. La mia prima volta di Nagata, d’altra parte, è più personale e concentrato sulla sua vita interiore. Anche se ci sono voluti anni per Nagata per capire cosa voleva scrivere, ci vogliono solo un paio d’ore per integrare chi legge nella sua storia personale. Sicuramente chi legge ne trarrà qualcosa: che sia una nuova fiducia nel futuro o la sensazione di essere capita.

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