Dead City | The Walking Dead si espande in verticale
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Dead City | The Walking Dead si espande in verticale

Dead City | The Walking Dead si espande in verticale

Postato il 08 Agosto, 2023

Showrunner

Year

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Country

USA

Seasons

1

Runtime

39'-50'

Original language

Genre

Subgenre

Music by

Dei quattro spin-off nati dalla serie TV The Walking Dead, Dead City era uno dei più attesi. Perché i suoi protagonisti Negan e Maggie sono tra i più riusciti della storia originaria. Per la tensione narrativa che lega da sempre questi due protagonisti, sospesi tra odio, desiderio di vendetta, senso di colpa e redenzione: sempre con i conti aperti e destinati a incrociarsi nel mondo post apocalittico ideato da Robert Kirkman e Tony Moore. Infine per lo scenario nuovo e promettente di questo nuovo capitolo: l’isola di Manhattan, uno degli epicentri dell’epidemia zombie che ha distrutto la civiltà.

L’apocalisse, cinque anni dopo

La prima puntata di The Walking Dead: Dead City è stata trasmessa negli Usa da AMC il 18 giugno 2023, pochi mesi dopo la puntata finale della serie principale. In Italia la serie arriverà sulla piattaforma Disney+. Il salto temporale fra gli eventi raccontati è di 5-6 anni: il pubblico ritrova Maggie (Lauren Cohan) diverso tempo dopo i fatti di The Walking Dead. Una nuova sfida l’attende, quando un nemico, Il Croato (Željko Ivanek), rapisce suo figlio Hershel (Logan Kim) e per ragioni misteriose lo porta nel suo quartier generale, a Manhattan.

Maggie rintraccia il suo arcinemico Negan (Jeffrey Dean Morgan), antico alleato e mentore del Croato, e lo costringe a intraprendere con lei una missione densa di insidie per salvare Hershel. A complicare gli eventi fatto che Negan sia ricercato, braccato da Perlie Armstrong (Gaius Charles), lo sceriffo della comunità di sopravvissuti New Babylon.

The Walking Dead: Dead City
Lauren Cohan as Maggie Rhee, Jeffrey Dean Morgan as Negan – The Walking Dead: Dead City _ Season 1, Episode 1 – Photo Credit: Peter Kramer/AMC

Nuovo scenario, nuove regole

Approdare su un’isola densamente antropizzata dopo un’epidemia zombie significa imbattersi nei morti praticamente ovunque. Spuntano dall’acqua e rendono l’avvicinamento una missione suicida. Si ammassano in orde che invadono le strade o i tunnel della metropolitana, trasformandoli in trappole. Arrivano letteralmente dal cielo, precipitando dai grattacieli.

Nella costruzione di queste dinamiche, com’era stato in The Walking Dead, si racchiudono gli aspetti più riusciti dello show. La serie, che nella prima stagione si compone di soli 6 episodi, si avvale della sceneggiatura di Eli Jorné, già co-produttore esecutivo di TWD, e del soggetto di Robert Kirkman, coautore del fumetto e della serie originaria. La fotografia è affidata a Terry Stacey (The Witcher) e Vanessa Joy Smith.

Questa squadra si è divertita a immaginare le nuove regole di sopravvivenza in una megalopoli del mondo post apocalittico. Ecco quindi comparire funi e carrucole per spostarsi fra i grattacieli dall’alto e nuove armi, più artigianali e da cantiere, come le sparachiodi. E poi i gruppi di superstiti: le tribù che si contendono il territorio, i “burazi” (fratelli), la banda di moticiclisti agli ordini del Croato. La città è regolata da nuove strategie di sopravvivenza che il pubblico intuisce, ma a cui si vorrebbe venisse dedicato più spazio.

Maggie attraversa un tunnel in The Walking Dead: Dead City
Lauren Cohan as Maggie Rhee – The Walking Dead: Dead City _ Season 1, Episode 5 – Photo Credit: Peter Kramer/AMC

Negan, ritorno alle origini

In questo territorio così frammentato, il rapimento di Hershel è l’ingranaggio che mette in movimento meccanismi molto più ampi e complessi. Si comprende che gran parte della storia ruota intorno alla ricerca di un leader, che a Manhattan ora non c’è. E che le bande più forti sperano di riconoscere proprio in Negan. Ma non nel fuggiasco di oggi: bensì in quel carismatico antagonista alla testa dei Salvatori, che non esitava a straziare i suoi nemici con la sua mazza da baseball “Lucille” solo per dare l’esempio.

La ricomparsa in Dead City di quel personaggio ed è uno degli aspetti che danno maggior soddisfazione. Negan ha compiuto il suo arco e sembra costretto a tornare al punto di partenza: la cosa a tratti sembra non dispiacergli affatto (per i cultori è da incorniciare la scena con la grattuggia per il formaggio). Tuttavia, è un personaggio che ha acquisito profondità, di cui si conosce il retroscena e che rimane coerente con questo. Al contrario, Maggie nello spin-off rimane in fondo la stessa: una madre disposta a tutto – anche a farsi detestare dal figlio adolescente – pur di salvargli la vita. E come in TWD, quando la narrazione rallenta e si avvita sugli aspetti da soap opera perde il passo e risulta meno efficace.

Una nuova guerra per le materie prime

Nelle grandi scene di massa, come la sequenza al Madison Square Garden invaso dagli zombie e la fuga attraverso i tunnel, Dead City dà il meglio di sé. È qui che si ritrovano anche le soluzioni sceniche più articolate, in un’atmosfera ancora più oscura e soffocante del mondo di TWD, illuminata solo dalle lampade a gas. Tutto ha un’atmosfera decisamente steampunk.

Anche se i protagonisti rimangono sostanzialmente soli: i personaggi della tribù con cui entrano in contatto sull’isola risultano troppo effimeri per lasciare il segno e l’unica nuova figura riuscita del cast è quella dello sceriffo Perlie, con cui Negan intreccia una dinamica di lotta/salvezza simile a quella che ha con Maggie.

The Walking Dead: Dead City
Lauren Cohan as Maggie Rhee, Jeffrey Dean Morgan as Negan – The Walking Dead: Dead City _ Season 1, Episode 1 – Photo Credit: Peter Kramer/AMC

È proprio Perlie a introdurre al quadro ancora più ampio della storia: la lotta per le materie prime, che in un mondo senza più industrie né attività estrattive valgono più dell’oro. Il Croato ha conoscenze di chimica e ha capito come procurarsi una fonte perpetua di carburante per far funzionare la città. Ma questo espone Manhattan alla minaccia di una guerra per strappare le sue risorse.

È inevitabile – e anche auspicabile – che Maggie e Negan nella seconda stagione (annunciata anche se ancora senza data) siano destinati a ruoli più grandi nel mondo che abitano, rispetto al semplice regolamento di conti che si trascina da sei stagioni televisive. D’altra parte, Maggie, che il pubblico conosce con il ruolo di leader, appare in questa stagione relegata a una missione esclusivamente peronale: salvare il figlio. Ma se gli autori sapranno dare un respiro più ampio agli eventi, anche l’universo di The Walking Dead – non solo i suoi personaggi – avranno benzina per qualche anno.

Un puzzle che si completa

Anche se il franchise ha avuto momenti di disaffezione da parte del pubblico, soprattutto con i primi deludenti spin-off, si preparano mesi promettenti per gli appassionati di questa epopea zombie. AMC vuole scommettere ancora sulle avventure del vicesceriffo Rick Grimes e compagni. Il gruppo originario, così amato dal pubblico, si è frammentato nei diversi spin-off: Daryl Dixon, arrivato a fine 2023, apre a scenari ancora diversi, con un’ambientazione europea decadente e suggestiva.

Rick e Michonne dovrebbero ricomparire insieme nel 2024 in The ones who live. Tasselli di un mondo più ampio di quello che abbiamo conosciuto in The Walking Dead sono stati disseminati anche nei primi spin-off, Fear the Walking Dead, Tales of the Walking Dead e World Beyond. È un caso di storia transmediale disseminata di indizi che puntano tutti verso una direzione: quella di una grande reunion del cast, per una resa dei conti finale, che secondo le teorie più accreditate avrà al centro una guerra fra le grandi comunità di superstiti del Commonwealth e di New Babylon. Per gli autori la sfida sarà offrire al pubblico una scrittura avvincente e senza compromessi, tale da riconquistare gli spettatori fino all’ultimo secondo.

In conclusione, The Walking Dead: Dead City offre uno spettacolo godibile e una storia intrigante agli appassionati del genere. Ma è molto di più quello che promette rispetto a quello che realizza: la prima stagione fa intravedere un mondo che si espande in verticale, con nuove dinamiche e strategie da esplorare. Ma la storia si concentra ancora sulle piccole dispute e i drammi fra personaggi, perdendo di vista il più avvincente quadro generale.

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