Pachinko | La storia dei
Salva
Pachinko | La storia dei

Pachinko | La storia dei 'dimenticati'

Postato il 06 Febbraio, 2024

Author

Format

Length

496 pages
Leggi di più

Original language

Genre

La storia li ha battuti, ma non importa.

Registrando perlopiù le vicende di figure note, la Storia si perde le esperienze delle persone comuni: quelle che devono tirare avanti provando a fare del loro meglio, attraversando crisi personali, perdite e sofferenze. Questo è il punto di vista dell’autrice coreana-americana Min Jin Lee. La sua frase di apertura è una dichiarazione d’intenti per Pachinko (2017), un romanzo-tributo alla resilienza dei dimenticati dalla storia. 

Il pachinko è un gioco d’azzardo giapponese nel quale si può vincere denaro. Richiede una combinazione di fortuna e abilità. Per questo, il titolo del libro è una metafora dei suoi personaggi: tirano avanti destreggiandosi tra fortuna e scelte.

Image courtesy of Emilie Guillemot, via Unsplash

Una saga familiare

Pachinko si estende per quasi un secolo e segue quattro generazioni di una famiglia coreana, fra Corea e Giappone. All’inizio del 1900, Sunja, l’unica figlia di un povero proprietario di una pensione, rimane incinta. Scoprendo che il futuro padre di suo figlio è già sposato, rifiuta la sua offerta di prendersi cura di lei. Accetta invece la proposta di matrimonio di Isak Baek, un pastore cristiano che desira offrirle un’opportunità di salvezza. Quindi segue il marito, un uomo che conosce appena, nella sua nuova vita in Giappone. 

Il romanzo racconta, in tre parti, la storia dei Baek mentre imparano a sopravvivere, poi a vivere, in un paese in cui sono estremamente soggetti a pregiudizi. I personaggi sono costantemente ridotti alla loro identità coreana, senza che alcuni di loro abbiano mai messo piede in Corea. Pachinko racconta la ricerca di una casa quando si affronta l’espulsione e la migrazione. Mostra come si possano mettere radici non in un luogo, ma in una famiglia.

Questo è qualcosa che Solomon deve capire. Possiamo essere deportati. Non abbiamo una patria. La vita è piena di cose che lui non può controllare. Quindi si deve adattare. Il mio ragazzo deve sopravvivere.

Il New York Times ha definito Pachinko uno dei dieci migliori libri del 2017 e il romanzo è diventato finalista di vari premi, tra cui il National Book Awards for Fiction del 2017 e il Dayton Literary Peace Prize del 2018. Apple TV+ ha adattato il romanzo in una serie televisiva trasmessa a partire dal 2022.

La storia travagliata del Giappone e della Corea

Il XX secolo è stato turbolento per l’Asia dell’est e Pachinko mostra i suoi personaggi sopravvivere tra le difficoltà. Nel 1910, la Corea viene annessa e diventa una colonia dell’Impero Giapponese. Nel 1931, il Giappone conquista la regione cinese della Manciuria e nel 1937 invade la Cina portando alla Seconda Guerra Sino-giapponese. Questi eventi, insieme alla Grande Depressione, riducono la Corea in condizioni di estrema povertà. Molti coreani, come la famiglia Baek, si spostano in Giappone sperando di trovare lavoro e avere una vita migliore. Ma si scontrano con la discriminazione e il razzismo.

Nel 1941, con l’attacco di Pearl Harbor, il Giappone entra nella Seconda Guerra Mondiale, sferrando un’offensiva contro le forze alleate in Asia. Nel 1945 gli Stati Uniti sganciano le prime bombe nucleari sulle città di Hiroshima e Nagasaki. La resa giapponese pone fine al dominio coloniale della Corea. Come conseguenza della guerra fredda, le truppe americane e sovietiche occupano la Corea, dividendo il paese in due. Questa separazione divenne permanente dopo la Guerra di Corea ed esiste ancora oggi.

Image courtesy of World Imaging, via Wikimedia Commons

Una storia ordinaria

Lee mantiene questi grandi eventi storici come sfondo della sua storia, menzionandoli solamente attraverso l’impatto che hanno avuto sulla famiglia Baek. Per esempio uno dei personaggi è stato gravemente ferito durante l’attacco a Nagasaki. Tuttavia, l’effettivo bombardamento viene appena menzionato e riassunto in due frasi:

Un bunker aveva protetto Yoseb dal peggio, ma quando finalmente uscì in strada, una parete infuocata di una baracca di legno vicina lo colpì al fianco destro, inghiottendolo in fiamme arancioni e blu. Qualcuno che conosceva dalla fabbrica spense l’incendio e gli uomini di Hansu lo trovarono in un patetico ospedale di Nagasaki.

Lee sceglie invece di concentrarsi sul modo in cui la sua nuova condizione influisce su di lui e su coloro che lo circondano. Descrive con attenzione il modo in cui diventa più attento, o come sia diventato una persona capace di odiare gli altri.  

Sdraiato sulla schiena, Yoseb fissava il tetto del fienile. Fendenti di luce si infiltravano attraverso le travi. Colonne di polvere fluttuavano verso l’alto in linee diagonali. Prima dell’incendio, non aveva mai notato queste piccole cose, inoltre, non aveva mai odiato nessuno.

Soprattutto, Pachinko è la storia di una famiglia comune che cerca di sopravvivere in tempi difficili. Non si tratta di grandi eventi storici e di atti di eroismo. Si concentra su questioni più intime, sulle piccole scelte o sui sacrifici necessari.

La molteplicità dei punti di vista

Uno degli aspetti caratteristici di Pachinko è il suo narratore onnisciente. Lee si immerge nella psiche di molti dei suoi personaggi; a volte anche in quelli secondari. Descrive i loro pensieri, i loro problemi e i loro bisogni.

Nella narrativa realistica, e soprattutto in un’opera lunga come un libro, i personaggi non possono esistere da soli, e certamente non sono mai nel vuoto. Naturalmente, l’interazione dei personaggi con l’ambientazione e il tempo influisce sia sulla trama che sulla caratterizzazione. Ci sono linee di trama principali, ma le linee di trama secondarie dovrebbero offrire un supporto critico alla storia. Se la storia spesso non riesce a rappresentare tutti noi, non è perché gli storici non sono interessati, ma perché mancano i documenti primari dei cosiddetti personaggi minori della storia.

“Una conversazione con Min Jin Lee”, intervista inclusa nel finale di Pachinko

L’approccio dei Lee è simile a quello dell’artista vietnamita Dinh Q. Lê che intreccia, letteralmente, molteplici punti di vista nelle sue opere sulla Guerra del Vietnam. Attraverso la sua tecnica, invita lo spettatore a prendere in considerazione ogni prospettiva in una storia. Offrendo un ritratto complesso e sfumato dei suoi personaggi, Pachinko ricorda ai lettori di non ridurre le persone a una rappresentazione semplicistica. I coreani non sono pigri criminali; i giapponesi non sono solo crudeli razzisti e coloro che hanno subito guerre e discriminazioni non dovrebbero essere definiti solo in quanto vittime.

L’importanza della letteratura

Impara tutto. Riempi la tua mente con la tua conoscenza – è l’unico tipo di potere che nessuno può portarti via.

Questo è il consiglio che un padre coreano dà a suo figlio, studente in una prestigiosa università giapponese. Questo è anche il consiglio che Lee consegna ai lettori. Il suo libro è una miniera di informazioni su una parte della storia poco conosciuta all’Occidente. Per pubblicarlo, ha impiegato tre decenni di ricerca, scrittura e riscrittura. Come un giornalista o un antropologo, ha combinato letture accademiche, analisi di fonti di prima mano e interviste con giapponesi-coreani. Il risultato è un’opera che intreccia una splendida narrazione con profondi temi politici, come il razzismo, il trauma generazionale o le sofferenze delle donne. Attraverso la narrazione fa luce sulla dura realtà che molti coreani hanno dovuto affrontare in quel periodo.

Dato che l’arte è soggettiva, può coinvolgere le persone in modo più diretto dei libri di storia e degli articoli: è uno strunento potente per portare alla luce un problema o un evento. La cantante maliano-ivoriana Fatoumata Diawara usa la musica per educare le persone sulle questioni femminili. Il romanzo di Lee ha uno scopo simile, creare empatia. In un’intervista per l’Atlantic, l’autrice sostiene che la letteratura è il mezzo migliore per farlo:

Desidero creare un’empatia radicale attraverso l’arte. Credo che la letteratura sia particolarmente adatta a risvegliare quella parte della nostra capacità. […]. Se riesco a farvi partecipare a questo mondo che ho creato per 10 o 20 o 30 ore, inizierete a vedere le cose in modo diverso. Si inizia a partecipare alle lotte di persone come Sunja. E quando si inizia a preoccuparsi di suo marito, del destino dei suoi figli, improvvisamente le persone di cui si legge non sono solo “alcuni coreani”, un gruppo senza volto di immigrati politicamente oppressi in Giappone. Sono persone.

Tag

Record correlati