W.I.T.C.H. | Quando sono le ragazze a salvare il mondo
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W.I.T.C.H. | Quando sono le ragazze a salvare il mondo

W.I.T.C.H. | Quando sono le ragazze a salvare il mondo

Postato il 14 Novembre, 2023

Year

2001 - 2012

Format

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Length

139 issues

Genre

Nei primi anni 2000 in Italia non c’erano molti fumetti da leggere per le ragazze. Le uniche opzioni per le ragazze erano le riviste di svago e di gossip. Al contrario, i fumetti erano per lo più “per ragazzi”. Ma in realtà non era così, perché le ragazze leggevano i fumetti. Poi, uscì W.I.T.C.H.. Quando il primo numero fu pubblicato nel 2001 da Disney Italia, nessuno si aspettava un grande successo. Certamente si pensava che il successo di pubblico sarebbe stato molto limitato. Invece solo tre anni dopo quella stessa serie a fumetti vendeva circa 20 milioni di copie all’anno in tutto il mondo. Creata da Elisabetta Gnone e illustrata da Barbara Canepa e Alessandro Barbucci, W.I.T.C.H. racconta la storia di cinque adolescenti con poteri magici: Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin. Mescolando una storia di crescita con elementi fantasy, W.I.T.C.H. è diventato il simbolo di una generazione.

W.I.T.C.H.
Image courtesy of The Walt Disney Company Italia/Panini Comics © 2018

Potersi identificare

W.I.T.C.H. non è solo magia. Ovviamente ha giocato un ruolo fondamentale, proprio come in opere come Harry Potter e Sailor Moon,a cui la serie a fumetti italiana si è apertamente ispirata. Ma la forza principale dei fumetti è stata la possibilità di identificarsi con i protagonisti. Le protagoniste di W.I.T.C.H. sono cinque semplici ragazze, proprio come potevano essere le sue lettrici. Con problemi a scuola o con i ragazzi o con i genitori che, come direbbe ogni adolescente, “non le capiscono”.

Le protagoniste non sono ragazze stereotipicamente belle. C’è lo stereotipo di ragazza bella, bionda e con gli occhi azzurri, ma nasconde profonde insicurezze. C’è la ragazza con gli occhiali, la maschiaccia, quella divertente che sembra non prendere nulla sul serio. In più ci sono persone di costituzione del tutto diversa e persino di etnia diversa. Il gruppo W.I.T.C.H. era un po’ come le Spice Girls dei fumetti. Chiunque poteva identificarsi con loro.

Quant’è difficile essere adolescente!

La trama principale riguarda le loro missioni e avventure. Ognuno di loro controlla un elemento naturale (acqua, fuoco, terra, aria). Solo uno, Will, è il guardiano del cuore di Kandrakar. Kandrakar è una dimensione parallela posta al centro dell’Infinito. Qui vivono i saggi guidati dall’Oracolo. Quest’ultimo ha il compito di affidare alle ragazze le loro missioni per mantenere la pace tra i mondi dell’universo. Ma in realtà, oltre a questo, i temi trattati vanno dal bullismo alla scoperta di sé, all’accettazione delle proprie divergenze con il resto del mondo e della propria identità. Il primo numero si apre con Will che, eterna maschiaccia, crede che il suo stile non sia più quello giusto dopo aver visto i suoi nuovi compagni di scuola. È scoraggiata, perché il suo corpo non si è ancora sviluppato e quindi non ha curve da mostrare. Apparentemente sono problemi sciocchi, ma per una ragazzina di quattordici anni erano insormontabili come sconfiggere chi vuole conquistare il mondo.

Sono stati affrontati anche temi più universalmente importanti, come l’amore, la sessualizzazione contestualizzata e persino il lutto: è il caso della morte della nonna di Yan Lin o del ghiro domestico di Will. Storie d’amore non sempre a lieto fine, trovare il proprio posto in un mondo che sembra già saturo… Tutto questo, insieme alla magia, è W.I.T.C.H., un prodotto che ha accompagnato i lettori nella loro crescita.

L’Euromanga

Oltre ai temi e al pubblico, W.I.T.C.H. fu un fumetto innovativo anche per quanto riguarda le illustrazioni. Infatti, W.I.T.C.H. divenne rapidamente un grande esponente di un nuovo genere di fumetti in ascesa: l’Euromanga.

W.I.T.C.H.
Image courtesy of The Walt Disney Company Italia/Panini Comics © 2016

Sailor Moon è stata una chiara fonte di ispirazione, così come altri shojo manga. Soprattutto quelli del sottogenere maho shojo manga, che combinano elementi fantasy, comici e romantici. In Giappone esistono da anni fumetti femminili, con un pubblico di lettori ben consolidato. Per questo motivo, sono stati visti come un modello su cui basare questo nuovo tipo di prodotto occidentale. In segno di rispetto per il Giappone, dove il fumetto manga è parte integrante della cultura, il fumettista europeo ha deciso di creare un nome nuovo per il genere. Euromanga, invece di prendere semplicemente in prestito il termine giapponese.

Barbucci: “Inizialmente avevo proposto delle ragazze in stile steampunk e militare: Ero un grande fan di Tank Girl di Hewlett e Martin. Elisabetta Gnone mi disse che come concept era troppo “maschile” e mi propose le cinque streghe: da lì ci siamo ricollegati direttamente al manga. In Disney Italia c’era chi temeva che, dato il tema, si sfociasse nel satanismo, ma ciò che più temevano erano gli occhi disegnati in stile manga”!

Canepa: “Per loro era inconcepibile pensare di pubblicare un fumetto anche solo vagamente ispirato ai manga, che all’epoca erano i loro diretti concorrenti in edicola”.

Alessandro Barbucci e Barbara Canepa per il sito web Heroica

Barbucci e Canepa, illustratori di W.I.T.C.H., sono stati tra i principali esponenti dell’Euromanga anche all’estero, con il loro fumetto Sky Doll. E, sempre con Francesco Artibani, autore a sua volta di W.I.T.C.H., hanno adottato lo stile Euromanga per un’altra saga a fumetti Disney, Monster Allergy, collaborando.

Il coraggio delle idee

Sono passati più di vent’anni dall’uscita del primo numero di W.I.T.C.H.. Anni in cui è diventato un progetto crossmediale, con la pubblicazione di romanzi e con la creazione di uno show televisivo e di innumerevoli articoli di merchandising.

È una serie che è riuscita a raccontare qualcosa di nuovo raggiungendo un pubblico vastissimo e, soprattutto, trasversale perché a leggere le avventure delle cinque Streghe non erano solo ragazze ma anche molti ragazzi. I temi e il linguaggio di W.I.T.C.H. erano compresi in ogni angolo del mondo e il successo internazionale della serie lo ha dimostrato.

Francesco Artibani, autore di W.I.T.C.H., per Nerdpool

Alla fine degli anni ’90, nemmeno la Disney si sarebbe aspettata un tale trionfo. Dopo il successo di PKNA e Mickey Mouse Mystery Magazine, la Disney stava cercando qualcosa di esclusivamente per ragazze. Ma l’attenzione era rivolta soprattutto alle storie con Paperina, che difficilmente avrebbero portato alla lettura un pubblico di preadolescenti.

Grazie all’impegno e alla costanza dei suoi autori (e un po’ anche a qualche piccolo intrigo), W.I.T.C.H. non ha visto la presenza di animali antropomorfi ma di vere e proprie ragazze in cui identificarsi. E, dai soli nove numeri che avrebbe dovuto essere all’inizio, ha invece fatto il giro del mondo e contribuito a fare la storia di un genere di fumetti per ragazzi.

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