Yoko Ono svela la sua verità sull'omicidio di Lennon | Il ritardo dell'annuncio e la nuova biografia

Postato il 31 Marzo, 2025

Il suo nome significa “bimba dell’oceano”. Lungo i suoi 92 anni compiuti a il 18 febbraio 2025 Yoko Ono di oceani ne ha attraversati diversi. E non solo il mare che divide il suo Giappone dove è nata, dagli Stati Uniti dove poi è cresciuta e diventata cittadina americana. Nella sua vita ci sono anche oceani metaforici. Distanze, acque agitate, tempeste come a volte ha mostrato un tratto del suo carattere. La figlia di un banchiere e di una pianista ne ha fatta di strada. Attivista, artista concettuale e musicista. Poi la svolta del matrimonio con John Lennon. Arriva la fama e il mondo vide fiorire un ciliegio, l’ex Beatle se ne innamorò.

Yoko Ono e John Lennon

Galeotto fu un incontro in una galleria d’arte londinese nel novembre del 1966. Yoko esponeva alcune delle sue opere. Lennon rimase colpito dall’ironia di alcune istallazioni. Ma per l’artista giapponese non è stato proprio facile imporsi. Inizialmente le sue opere furono demolite dalla critica. Indubbiamente il matrimonio con Lennon cambiò anche la sua vita artistica. Tra una discussione e l’altra sulle opere poi si è andati oltre: Yoko e John ufficializzarono la loro relazione a un anno dall’incontro all’Indica Gallery di Londra.

E’ stata una relazione intensa, si sono sposati a metà marzo 1969, dopo il divorzio di John dalla prima moglie. I momenti più difficili sono stati le gravidanze mancate di Ono. La causa è probabilmente la dipendenza dalla droga della coppia. Non si sono mai allontanati e così nel giorno del 35mo compleanno di John Lennon, il 9 ottobre 1975, Yoko Ono diventa finalmente madre. L’unico figlio della coppia è Sean Lennon. Oggi ha 49 anni.

La morte di John Lennon

La nascita di Sean è un tassello fondamentale per Yoko e John. La felicità della famiglia durò poco. L’8 dicembre 1980 appena 40enne Mark David Chapman, fan dell’ex Fab Four, lo uccise con cinque colpi di pistola. Quattro andarono a segno e colpirono l’ex leggenda dei Beatles in punti vitali. L’esecuzione è avvenuta all’ingresso del portone del Dakota building, il lussuoso palazzo sulla 72ma strada di New York dove abitavano Lennon, Ono e loro figlio. Il condominio nell’Upper West Side di Manhattan, mattoncini rossi e famiglie ricche, è diventato un simbolo della zona.

La nuova biografia di Yoko Ono

La corsa al Roosvelt Hospital su un auto della polizia non ha salvato la vita a John Lennon. Nella nuova biografia scritta dal giornalista David Sheff, che per anni ha seguito la vita della coppia, Yoko Ono ha deciso di raccontare aneddoti mai svelati sugli istanti passati da quando John venne portato in ospedale fino all’annuncio della morte. La donna, oggi 92enne, ha svelato alcuni retroscena dei momenti che sono passati da quando i medici le hanno detto che per il marito non c’era più nulla da fare.

Nella biografia scritta da David Sheff, uscita il 25 marzo, edita da Simon & Schuster, Yoko Ono si racconta come mai era accaduto prima. Ormai 92enne, ha deciso di rivelare molto della sua vita privata, fra Giappone e Stati Uniti. La storia d’amore con Lennon. Le canzoni che John le ha dedicato. Poi la ricostruzione della sua vita dopo la perdita del marito.

La corsa al Roosvelt Hospital

Nel libro ci sono interviste a Ono, ai familiari. Un pezzo di vita inedito raccontato dal giornalista David Sheff che conosce Yoko Ono dal 1980. “Le pattuglie della polizia arrivarono in fretta al Dakota. John viaggiava su una, Ono su un’altra, appena dietro”.

Sono i momenti tragici appena dopo l’esecuzione dell’ex Fab Four. Chapman, l’autore dell’omicidio era stato arrestato. Una volta in ospedale Yoko Ono attese quei momenti terribili in una sala privata. C’era un corridoio lungo. I medici intanto cercavano di salvare la vita al marito John Lennon, invano.

Ono e la morte di Lennon

Erano passati 15 minuti dall’arrivo in ospedale. Tanto era bastato ai medici per costatare che Lennon non ce l’aveva fatta. I colpi di pistola avevano preso di mira organi vitali. Era arrivato il momento tragico. Bisognava dire a Yoko Ono che era tutto finito.

La donna era sconvolta e disse più volte al dottore di fronte a lei: “Dimmi che sta bene. Per favore dimmelo“. Il medico rispose: “Non posso dirlo“. Ono sconvolta urlava: “Non è vero. Stai mentendo. Non può essere vero. Non ti credo”. Poi la scena che più di tutte riassume la drammaticità di quegli istanti. Una infermiera posa delicatamente sulla mano di Ono la fede nunziale di John.

Perché l’annuncio della morte di Lennon venne dato in ritardo

Nel libro viene raccontato da Yoko Ono come durante il pianto, il singhiozzare, il pensiero struggente era diviso in due: il marito morto e il figlio Sean che ancora non sapeva nulla. Al tempo aveva solo cinque anni, era a casa con la governante. Yoko in quegli istanti aveva pensato che se la notizia fosse stata diffusa subito il figlio piccolo avrebbe potuto sentirla alla televisione. Ono chiese al medico di ritardare l’annuncio della morte di John Lennon. Di darle il tempo di tornare a casa e prendersi cura di suo figlio.

Quando la donna giunse al Dakota, accompagnata dal manager di Lennon, David Geffen, il piccolo Sean dormiva. Ono per salire in casa prese un ascensore secondario che portava direttamente al pianerottolo del settimo piano. Una volta assicuratasi che Sean stesse dormendo chiese a Geffen di chiamare la famiglia di Lennon e gli altri Beatles. Il manager avvisò della tragedia. Poco dopo anche la stampa era stata informata. Il mondo della musica era sconvolto. Nessuno voleva credere a ciò che stava accadendo. Yoko Ono si chiuse in camera da letto nella sua solitudine.

Non ho paura di morire. Sono preparato alla morte perché non ci credo. Penso che sia come scendere da un auto e salire su un’altra

John Lennon

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