Devilman | La triste parabola di Akira Fudo
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Devilman | La triste parabola di Akira Fudo

Devilman | La triste parabola di Akira Fudo

Postato il 06 Dicembre, 2021

Author

Year

1972
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Length

5 tankōbon

Genre

Subgenre

Gō Nagai è il creatore delle storie di mecha più amate di tutti i tempi come Mazinga, Shin Getter o Jeeg Robot, ma in realtà è diventato famoso grazie a un’altra opera. Nel 1972 ciò che ha aperto la strada al successo di Nagai è stato Devilman, la storia del giovane Akira Fudo, impegnato a combattere contro i demoni per salvare l’umanità. Al di sotto del superficiale conflitto tra bene e male, Devilman mostra una visione cruda del vero volto dell’umanità.

Metà umano, metà demone: arriva Akira Fudo, Devilman!

L’interpretazione di Nagai dei demoni rimanda agli albori del pianeta Terra. I demoni erano la specie dominante del pianeta, incline alla violenza e abituata a una feroce lotta per l’esistenza. Con una sfumatura darwiniana abbastanza grossolana, ciò che li aiutava a sopravvivere era adattarsi, fondendosi con altri animali, in modo da ottenere varie abilità. Tutto questo è andato avanti fino a quando una glaciazione planetaria li ha ibernati… fino all’epoca contemporanea.

A questo punto inizia la trama vera e propria. Come spiega Ryo Asuka, amico intimo di Akira, i demoni si stanno risvegliando e il loro unico scopo è tornare sul loro pianeta, infestato dagli umani. L’unico che può salvare l’umanità è un eroe dal cuore puro, capace di fondersi con un demone e di acquisirne il potere. A differenza di altre storie, il protagonista, in questo caso, condivide l’oscurità dei cattivi. Così, Akira Fudo diventa un ibrido delle due specie: un Devilman.

devilman akira
Image courtesy of KODANSHA GO NAGAI © 1972

Devilman mostra una convincente fusione di vari generi e ambientazioni. La trama lascia molto spazio alle scene d’azione e spesso prende pieghe terrificanti. Tra le altre, la battaglia contro il demone Jinmen è sicuramente una delle più spaventose. Questo demone mostra sul suo guscio di tartaruga le teste delle persone che ha divorato in precedenza. Tuttavia, ci sono anche molte scene ambientate a scuola, con un tocco di slice of life piuttosto comune nei fumetti giapponesi, con protagonisti ovviamente adolescenti.

Tuttavia, più di ogni altra cosa, Devilman mostra l’influenza della distruzione portata dalle bombe nucleari. Questa catastrofe ha prodotto un filone di grande successo nel campo artistico giapponese, soprattutto nel genere mecha. Temi come la paura di minacce esterne (il più delle volte alieni) e il rischio di annientamento divennero universali. In questo caso, la minaccia è rappresentata dai demoni intenzionati a sterminare l’umanità.

L’amore e il valore della vita in Devilman

Per costruire il mondo narrativo di Devilman, Nagai si è ispirato a diverse fonti. Ad esempio, ha implementato elementi della cultura hippie e del satanismo. È emblematica la scena in cui Ryo organizza un sabbah in cui le persone si abbandonano all’irrazionalità. Un rituale oscuro per attirare i demoni e preparare la nascita di Devilman. Infine, ci sono anche accenni all’influenza della Divina Commedia di Dante Alighieri, almeno a livello iconografico (in seguito Nagai scriverà una serie in tre volumi sul capolavoro dantesco).

Tuttavia, l’attenzione è rivolta soprattuto alle possibili e disastrose conseguenze della paura e della violenza e a come l’impulso di sconfiggere un presunto nemico possa offuscare il valore che ogni vita ha. All’inizio, la caratteristica principale dei demoni sembra essere l’incapacità di amare. La loro unica gioia è massacrare le altre creature. Questo istinto naturale violento si riflette in Akira. Una volta trasformatosi in Devilman, il suo sguardo si fa spavaldo e audace e ogni volta che combatte, la sua rabbia esplode fuori dalla pagina, grazie al tratto di Nagai, che lo fa assomigliare a un fuoco ardente.

devilman akira
Image courtesy of KODANSHA GO NAGAI © 1972

Lo stile di Nagai è straordinariamente dinamico, soprattutto nelle scene di combattimento, spesso lunghe ma con un ritmo avvincente. L’autore disegna combattimenti spettacolari, in cui Akira utilizza diversi trucchi per battere i suoi nemici o si affida semplicemente alla forza bruta. Soprattutto il feroce combattimento contro Sirene è ampiamente illustrato e occupa buona parte del secondo volume. Durante questa battaglia, Akira impara ad ammirare il suo nemico e inizia a capire meglio i demoni. Inoltre, scopre che i demoni possono anche provare amore, come Kaim, un altro demone che aiuta Sirene.

Umanità e demoni: una battaglia tra bene e male?

I demoni non esistono solo per portare la morte, ma al contrario hanno le loro aspirazioni. Un fatto confermato dalla straziante rivelazione finale sul vero capo dei demoni e sulle sue vere intenzioni. Dare una visione di entrambe le parti, permettendo al lettore di affezionarsi a entrambi, è una lezione cara a molti manga pubblicati successivamente, come Berserk, Dorohedoro e L’attacco dei giganti.

Devilman è stato anche piuttosto innovativo per l’ampio uso di scene violente, che spesso costruiscono climax d’impatto. Akira combatte per ciò che ritiene giusto, ma patisce enormi sofferenze, e non tutte per mano dei demoni. Poiché i demoni possono assumere forma umana, si finisce per sospettare di chiunque e presto l’umanità inizia una caccia alle streghe. Nagai dimostra così che gli esseri umani possono cedere alla violenza tanto quanto i demoni possono amare. In altre parole, entrambe le specie hanno lati positivi e lati negativi.

Come dimostra la storia di Akira, Devilman non può fare a meno di essere una tragedia. L’iniziale crociata contro il male si trasforma lentamente in una guerra la cui unica posta in gioco è la sopravvivenza. Poiché sia i demoni che gli umani condividono un’eguale porzione di colpe, non c’è modo di stabilire chi abbia effettivamente ragione o torto.

Subito dopo il manga, nel 1972 venne trasmessa anche una versione animata di Devilman, molto diversa dall’originale e priva di scene cruente. Nel corso degli anni sono stati pubblicati molti spin-off e crossover di Devilman, che hanno coinvolto anche altri personaggi di Nagai come Mazinga e Shin Getter. Il più rilevante è probabilmente Amon – Il lato oscuro di Devilman, che espande l’ultima parte del manga originale. Nel 2018 è uscito per Netflix Devilman – Crybaby, una trasposizione del manga ad opera di Masaaki Yuasa (Mind Game, Ping Pong – The Animation), ambientata in epoca contemporanea ma che segue lo stesso corso degli eventi.

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