
In attesa che Olly sciolga la riserva sulla sua partecipazione all’Eurovision Song Contest, si parla anche dei concorrenti stranieri. Tra i più chiaccherati c’è l’estone Tommy Cash, che con la sua Espresso Macchiato ha fatto già il giro d’Europa e si è beccato anche un esposto del Codacons.
Quanto all’Italia, non c’è nessuna regola che imponga a Olly di partecipare. Il cantautore ligure potrà decidere, sulla base degli impegni già programmati (come il tour giù esaurito) se far parte del cast dell’Eurovision. La manifestazione è in programma a Basilea (Svizzera) dal 13 al 17 maggio 2025. Come da tradizione è organizzata nel Paese vincitore della passata edizione, che nel 2024 è stato Nemo, con The Code.
Eurovision, entro quando deve decidere Olly
Non c’è una data di scadenza formale entro la quale Olly deve decidere, dopo la vittoria al Festival di Sanremo. Ma il cantante di Balorda Nostalgia si è preso tempo fino a domenica 22 febbraio per pronunciarsi.
Questo perché ci sono dei tempi tecnici per la consegna del materiale alla European Broadcasting Union, che di solito avviene un paio di mesi prima del concorso, verso metà marzo. Le scadenze dovrebbero essere intorno all’8 o al 15 marzo, quando ogni particolare dello spettacolo deve essere definitivamente approvato e consegnato, dalle coreografie alle basi musicali.
A differenza di Sanremo, le canzoni per l’Eurovision, una volta consegnate, non possono essere modificate, imponendo agli artisti un’ulteriore pressione nel perfezionamento dei loro pezzi.
Se Olly rifiuta l’Eurovision cosa succede?
Fino al 2024 non c’era alcun automatismo per decidere il candidato italiano e la Rai avrebbe potuto designare il concorrente in autonomia. Ma quest’anno le cose sono diverse. Il nuovo regolamento dell’Eurovision prevede che venga automaticamente scelto il secondo classificato a Saremo, Lucio Corsi. Se dovesse rifiutare, sarà la volta di Brunori Sas. E così via, seguendo l’ordine della classifica.
Inoltre non è detto che l’artista prescelto debba prpporre il brano presentato a Sanremo: la scelta è lasciata al candidato. Nina Zilli, ad esempio, cambiò canzone nel 2012, ma non andò bene.
Eurovision, quali italiani hanno rinunciato in passato?
Casi eclatanti di rinuncia a partecipare all’Eurovision includono gli Stadio nel 2016, sostituiti da Francesca Michielin. Nel 1990, Toto Cutugno trionfò in gara con il brano Insieme: 1992, ma in pochi ricordano che entrò come rimpiazzo. Infatti i Pooh, vincitori di Sanremo con Uomini Soli, declinarono l’invito.
Ma all’epoca la manifestazione non era tanto seguita. L’agenzia Adnkronos ne ha parlato con l’esperto e autore Eddy Anselmi. “L’Eurovision Song Contest non è mai stato popolare in Italia come negli ultimi 15 anni – dice – Nel 2011, la prima puntata del ritorno dell’Eurovision in Italia fece lo 0,6% di share, mentre la finale di Torino ha raggiunto il 41,9%”.
Da parte del pubblico italiano c’è stato un boom d’interesse con la vittoria dei Måneskin, nel 2021, che ha portato il concorso in Italia, a Torino. Ma ad attirare l’attenzione sono i personaggi eccentrici e le performance spettacolari che si vedono sul palco. La qualità delle canzoni a volte passa in secondo piano, in una kermesse che è sempre più popolare anche sui social.
Chi potrebbe partecipare al posto di Olly
Sull’indecisione di Olly Anselmi dice: “Da autore e da appassionato, spero che partecipi il vincitore di Sanremo con la canzone vincitrice.
Se devi partecipare al campionato d’Europa ci vai con chi ha vinto il titolo dei campioni d’Italia”, aggiungendo: “In ogni caso, chiunque dei 29 big in gara a Sanremo sarebbe un partecipante fortissimo”.
Autotune e strumenti: cosa dice il regolamento
Nei giorni scorsi si è molto parlato anche dell’uso dell’autotune. I cantanti in gara a Sanremo ne hanno fatto ampio uso, ma all’Eurovision non potrà essere così.
A differenza di quello di Sanremo, il regolamento prevede che l’autotune possa essere usato come supporto o effetto vocale. A Sanremo c’è un limite di durata per l’utilizzo dell’autotune, mentre all’Eurovision il limite riguarda le modalità d’uso. Deve essere usato come un effetto sonoro, più simile a un vocoder, senza influire sulla performance canora.
Altri cambiamenti significativi riguardano l’uso degli strumenti, che non possono essere collegati alla corrente. Una regola a cui si sono dovuti adattare anche i Måneskin, suonando la loro Zitti e buoni su basi musicali preregistrate.